(Roma, 03 giugno 2026). Tra gli imputati figura anche il leader del movimento ed ex presidente del Parlamento tunisino Rached Ghannouchi, condannato all’ergastolo con 30 anni di reclusione, insieme all’ex primo ministro Ali Larayedh
La sezione penale specializzata in reati di terrorismo presso il tribunale di primo grado di Tunisi ha emesso le sentenze nel caso noto come quello dell’“apparato segreto” del movimento islamista Ennahda, pronunciando pene comprese tra 10 anni di reclusione e l’ergastolo. Secondo una fonte giudiziaria citata dall’agenzia di stampa nazionale “Tap”, il tribunale ha riconosciuto gli imputati colpevoli di diverse infrazioni a carattere terroristico, tra cui la costituzione e l’adesione a un’organizzazione terroristica, nonché la messa a disposizione di competenze ed expertise a favore della stessa. Tra le condanne più pesanti figura quella di Mustafa Khedher, condannato all’ergastolo con l’aggiunta di 96 anni di carcere. La stessa pena, accompagnata da ulteriori 76 anni di reclusione, è stata inflitta a Ridha Barouni, Taher Boubahri, Kamel Aïfi e ad altri sette imputati. Il tribunale ha inoltre condannato Fathi Beldi all’ergastolo con 50 anni aggiuntivi di carcere, Abdelaziz Degsni all’ergastolo con 37 anni, Kamel Bedoui all’ergastolo con 32 anni e Samir Hanachi all’ergastolo con 30 anni.
Tra gli altri imputati figura anche il leader del movimento ed ex presidente del Parlamento tunisino Rached Ghannouchi, condannato all’ergastolo con 30 anni di reclusione, insieme all’ex primo ministro Ali Larayedh. Altre condanne includono 48 anni di carcere per Kaïs Bacar, 46 anni per Belhassen Naccache, 42 anni per Ali Larayedh e 34 anni per Ali Ferchichi, oltre a ulteriori pene comprese tra 10 e 18 anni per altri imputati. Il tribunale ha inoltre disposto per tutti i condannati cinque anni di controllo amministrativo dopo l’esecuzione delle pene. Il caso riguarda 35 imputati, tra cui figure di primo piano del movimento, ed è stato aperto a seguito di una denuncia presentata nel 2022 dal pubblico ministero e dal comitato di difesa dei politici di sinistra Chokri Belaid e Mohamed Brahmi, assassinati nel 2013. Secondo il comitato di difesa, l’“apparato segreto” di Ennahda sarebbe stato coinvolto negli omicidi e in attività di spionaggio all’interno delle istituzioni dello Stato.