(Roma, 20 luglio 2026). Burnham atteso a Downing Street. Discorso al Paese con la presentazione di un piano per il prossimo decennio
All’ora di pranzo la Gran Bretagna avrà un nuovo premier, il settimo dal 13 luglio del 2016, quando David Cameron iniziò il secondo mandato dopo il trauma del referendum per la Brexit. Alle 11 ora di Londra (le 12 in Italia), Keir Starmer pronuncerà l’ultimo discorso da primo ministro, poi andrà da Carlo III per offrire le sue dimissioni che saranno naturalmente accettate. Il Re convocherà poi Andrew Burnham per invitarlo a formare un nuovo governo.
Secondo un protocollo consolidato, terminato l’incontro con il sovrano Burnham arriverà a Downing Street e parlerà alla stampa, ma soprattutto al Paese, prima di entrare dalla famosa porta nera del numero 10 e iniziare a lavorare sul suo governo.
Piano decennale per la Gran Bretagna
In un’intervista al Times alla vigilia della nomina, il nuovo leader laburista, 56 anni, ha annunciato la presentazione di un piano decennale per la Gran Bretagna. « Con questo non voglio dire che starò qui per 10 anni », ha tenuto a chiarire. Ma il cambiamento economico che serve al Paese « non può essere fatto da un giorno all’altro » e « bisogna mostrare in che direzione si sta andando e che passi andranno fatti per arrivarci ».
Apertura dei Conservatori
Dall’opposizione è arrivata già un’offerta di collaborazione. I Conservatori, ha detto la leader Kemi Badenoch, sosterranno Burnham in parlamento se presenterà un piano accettabile per ridurre la spesa per il welfare. Non solo. Dovrà tornare sulla decisione dei laburisti di non rilasciare nuove licenze per petrolio e gas e dovrà « escludere eventuali nuovi aumenti delle tasse ».
Nodi sul cancelliere dello Scacchiere
Un’indicazione su obiettivi e percorso la darà anche la scelta dei ministri. Per il ruolo chiave di cancelliere dello Scacchiere sono in lizza Ed Miliband, attuale ministro dell’Energia, e la sua collega dell’Interno, Shabana Mahmood, mentre Rachel Reeves passerebbe a un altro dicastero.
Favoriti e critiche interne
Secondo i media britannici, Miliband è il favorito, politicamente essendo stato fra i primi a chiedere le dimissioni di Starmer e tecnicamente per avere lavorato come consigliere di Gordon Brown quando era premier. Ma giornali e mondo imprenditoriale sono piuttosto critici, e i maligni dicono che Miliband potrebbe essere troppo indipendente e rivelarsi una spina del fianco.
Alternative e possibili incarichi
Più controllabile invece, si dice, la Mahmood così la poltrona potrebbe andare a lei e Miliband finire agli Esteri al posto di Yvette Cooper cui andrebbe un altro incarico di gabinetto.
Il ritorno di Angela Rayner
Tra le poche certezze, il ritorno di Angela Rayner. L’ex vicepremier, costretta alle dimissioni per polemiche legate al mutuo della sua casa, è indicata per i dicasteri di Salute o Istruzione, ma potrebbe voler tornare al suo vecchio incarico al ministero dell’Edilizia abitativa, delle Comunità e del Governo locale.