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L’esercito algerino uccide tre cercatori d’oro stranieri nel Sahara, dinamica da chiarire

Secondo il comunicato, i militari hanno recuperato un’arma da fuoco e sequestrato sei martelli pneumatici e altrettanti generatori elettrici

Tre persone di nazionalità africane non precisate sono state uccise oggi dall’esercito algerino durante un’operazione contro l’estrazione illegale di oro nel sud-ovest del Paese. Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Algeri, precisando che l’intervento è stato condotto da un’unità dell’Esercito nazionale popolare nella Terza Regione militare, con comando a Bechar, che comprende territori sahariani prossimi alle frontiere con il Marocco, il Sahara occidentale e la Mauritania. Secondo il comunicato, i militari hanno recuperato un’arma da fuoco e sequestrato sei martelli pneumatici e altrettanti generatori elettrici, attrezzature comunemente utilizzate nell’estrazione artigianale dell’oro. La nota non specifica il luogo esatto dell’operazione, l’identità delle vittime né le circostanze nelle quali sono state uccise. Non viene inoltre chiarito se vi sia stato uno scontro a fuoco o se i tre uomini avessero opposto resistenza.

L’episodio si inserisce nel quadro delle operazioni condotte dalle autorità algerine per contrastare l’estrazione aurifera non autorizzata e i traffici transfrontalieri nelle regioni desertiche. Il fenomeno interessa diverse aree del Sahara e del Sahel, dove la ricerca artigianale dell’oro rappresenta una fonte di reddito per numerosi lavoratori, ma si intreccia anche con circuiti commerciali informali e attività di contrabbando. La sicurezza delle frontiere costituisce una priorità per Algeri, soprattutto nelle zone più remote del territorio nazionale. Nel maggio scorso, i responsabili militari di Algeria e Mauritania avevano discusso proprio del contrasto all’estrazione illegale dell’oro, al traffico di stupefacenti e all’immigrazione irregolare lungo il confine comune, nella zona di Tindouf.

Nel comunicato di oggi, il ministero della Difesa ha presentato l’operazione come una dimostrazione della determinazione delle Forze armate a impedire lo sfruttamento illegale delle risorse nazionali. La versione ufficiale, ripresa dai media statali algerini, non fornisce tuttavia elementi sufficienti per ricostruire l’uso della forza che ha provocato la morte dei tre cercatori d’oro. L’operazione è stata annunciata due giorni dopo l’inizio di una visita del capo di Stato maggiore dell’esercito, generale Saïd Chanegriha, alla Terza Regione militare, durante la quale il vertice delle Forze armate aveva ribadito l’importanza del controllo delle frontiere e della stabilità nella regione del Sahel.

(Nova News)

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