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Varsavia, il comandante della NATO in Europa svela il suo piano per vincere una guerra con la Russia

(Roma, 12 ottobre 2026). Il generale Alexus Grynkewich espone al Warsaw Security Forum un piano per fermare un’incursione russa e distruggerne il comando. Dopo droni, incendi e sabotaggi, accusa Mosca senza giri di parole. Il Cremlino respinge tutto

Un’alleanza che si dichiara «puramente difensiva» espone oggi in pubblico il suo piano per vincere una guerra. Il generale americano Alexus Grynkewich, comandante supremo alleato in Europa e capo delle forze Usa nel continente, presenta al Warsaw Security Forum, conferenza annuale di leader politici e militari nella capitale polacca, la sua «teoria della vittoria»: fermare un’incursione russa e poi infliggere a Mosca «una sconfitta rapida e schiacciante».

La Nato custodisce di norma i propri piani di difesa. Questa volta Bloomberg, che riferisce di aver visionato una versione non classificata del documento, ne ha anticipato lo schema: bloccare l’avanzata con forze di terra sostenute da droni a basso costo, sistemi con equipaggio minimo e puntamento assistito dall’intelligenza artificiale, nel quadro dell’iniziativa di deterrenza per il fianco orientale; poi, ottenuta libertà di manovra, distruggere in fretta il comando e controllo russo. Le lezioni vengono dalla guerra in Ucraina.

Grynkewich ha preparato il terreno domenica sera, in un’intervista a Bloomberg Television. Violazioni dello spazio aereo, incendi dolosi, sabotaggi, attacchi informatici: «Stanno cercando di spezzare la nostra volontà collettiva», ha detto. E sulla responsabilità di Mosca: «Non ho certo paura di attribuirla». Ha citato Danimarca e Germania, che dopo gli attacchi ibridi sul loro territorio hanno aumentato gli aiuti a Kiev: «Sono risposte appropriate, che mostrano alla Russia che gli obiettivi che cerca di ottenere sono irraggiungibili».

L’elenco delle ultime settimane è lungo. Un drone carico di esplosivo trovato all’aeroporto di Lipsia, in Germania. Una nave da guerra russa che punta razzi di segnalazione contro un elicottero danese. Un incendio doloso a Tallinn contro un’azienda che fornisce droni all’Ucraina, attribuito dall’Estonia ai servizi di Mosca. In Polonia, un incendio in un sito Starlink usato dai militari ucraini, che il governo chiama «atto di sabotaggio», e un drone russo che ha colpito la motrice di un treno Kiev-Varsavia vicino al confine. «Non sono solo minacce; sono veri e propri attacchi», ha detto il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski. Il premier Donald Tusk sostiene che il Cremlino prepari attacchi con droni e missili contro Paesi europei da far passare per accidentali.

La replica del Cremlino

Mosca respinge tutto. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha definito le accuse estoni «infondate» e «senza alcuna relazione con la realtà»: «Non possiamo e non prenderemo sul serio simili dichiarazioni». Vladimir Putin, al forum di Sochi, ha ironizzato sulle incursioni contestate, a suo dire un pretesto per «alimentare le tensioni per far salire la spesa per la difesa». La Russia accusa a sua volta i Paesi baltici e la Nato di lasciare il proprio spazio aereo ai droni ucraini.

Il portavoce di Grynkewich, colonnello Martin O’Donnell, tiene insieme i due registri. «La teoria della vittoria del SACEUR è semplice: mantenere il vantaggio della Nato, coerentemente con i piani di deterrenza e difesa dell’Alleanza», ha detto, aggiungendo che bisogna «creare le condizioni ora per dissuadere l’aggressione e, se necessario, vincere se attaccati». Sui dettagli non è andato oltre: l’Alleanza, ha ripetuto, resta «puramente difensiva». Il segretario generale Mark Rutte il mese scorso aveva invitato a «mantenere la calma, andare avanti e sostenere l’Ucraina».

Il generale ha parlato anche di politica interna europea. Le forze contrarie agli aiuti a Kiev, in vista delle elezioni del 2027, saranno a suo giudizio «assorbite» dalla «centralità» dell’Ucraina per la sicurezza del continente: «Diventerà molto presto molto ovvio per loro qual è la cosa giusta da fare».

Secondo l’AFP l’intervento di oggi non porterà molte novità: serve a mandare un segnale a Mosca e a rassicurare il fianco orientale. Il pubblico più attento, però, siede tra gli alleati: le capitali dell’Est aspettano l’esito della revisione degli schieramenti del Pentagono, prevista per fine anno, e con essa possibili tagli alle forze americane in Europa, discussione in cui è coinvolto il segretario alla Difesa Pete Hegseth. A Varsavia, sotto lo slogan «United We Stand», sono attesi Tusk, la vicesegretaria generale della Nato Radmila Šekerinska e, in collegamento, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

(Notizie Geopolitiche)

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