(Roma, 03 novembre 2026). Come Putin utilizza le proteste di piazza per dividere l’occidente con l’aiuto consapevole di partiti politici traditori e inconsapevole degli utili idioti che scendono in piazza senza nemmeno sapere chi li manovra
Tutta l’Europa è attraversata da vere e proprie ondate di proteste, spesso violente, volte ufficialmente a sensibilizzare i governi sull’alto costo della vita, degli alloggi, delle università, contro l’inflazione e via dicendo. In Italia, curiosamente, sono anche contro il cosiddetto “riarmo”.
Sono proteste “contro”, raramente sono proteste “per” e ancor più raramente chi protesta propone soluzioni che non siano quelle sballate dell’estrema sinistra socialista.
Il fatto curioso è che gli stati interessati dalle proteste più violente e più difuse sono quelli più impegnati nella difesa dell’Ucraina: Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Polonia, Grecia, Albania tra gli altri.
Un altro fatto veramente curioso è che nelle proteste si vedono sventolare centinaia di bandiere palestinesi ma non si vede nessuna bandiera dell’Ucraina. E quando qualche giornalista chiede conto di questa curiosità, il più delle volte viene aggredito.
Questo ci porta dritti a chiederci chi è che organizza le proteste, chi finanzia le reti costantemente impegnate ad alzare la tensione sui social network e di sponda sulle piazze. Perché affermare che sono proteste spontanee che partono dal basso è insultare l’intelligenza di milioni di persone lontanissime da quelle piazze.
L’arresto di Youssef Siher ha fatto pensare subito alla Fratellanza Musulmana, ma è più probabile che i Fratelli Musulmani siano saliti sul carro delle proteste per sfruttarne il traino, piuttosto che ne siano i fomentatori.
Piuttosto, il fatto che i manifestanti chiedano per prima cosa il blocco del riarmo e che protestino specificatamente contro ReArm Europe, cioè le richieste dei partiti filo-putinisti, lascia pensare ad una regia moscovita piuttosto che quatariota o turca.
Si spiegherebbe così anche la totale mancanza di bandiere ucraine nelle manifestazioni “contro” tutto e tutti viste nelle ultime settimane.
Cui prodest? Beh, i grandi nemici dell’Europa sono Vladimir Putin e Donald Trump. Più il primo del secondo.
Secondo l’Unione Europea, la NATO e le agenzie di intelligence britanniche e francesi, la strategia russa rispetto alle proteste in Europa consiste nell’amplificare e strumentalizzare le spaccature interne.
Le tecniche e i canali maggiormente segnalati includono :
- Operazioni di Disinformazione e Campagne “Doppelgänger” : Strutture collegate al Cremlino (come la Social Design Agency – SDA, sanzionata da UK ed UE) creano cloni di siti di notizie autorevoli europei per diffondere disinformazione. Durante le proteste, queste reti pubblicano contenuti volti a esasperare le polarizzazioni sociali e l’ostilità verso le istituzioni locali.
- Contenuti Bot e Network Inautentici : Uso massiccio di account automatizzati sui social media (X, Telegram, TikTok) per diffondere filmati d’impatto, scontri con le forze dell’ordine e slogan d’odio, al fine di far sembrare il disordine sociale più pervasivo e fuori controllo di quanto sia nella realtà.
- Narrazione della “Decadenza dell’Occidente” : Le proteste vengono presentate dalle reti di informazione statali russe come la prova del “fallimento del modello occidentale”, sostenendo che le risorse economiche destinate al supporto militare all’Ucraina stiano impoverendo i cittadini europei.
La Russia, inoltre, può godere di ampi appoggi politici con interi partiti appiattiti sulle esigenze di Mosca, partiti che promuovono l’agenda politico-militare del Cremlino anche in modo palese, persino smaccato.
Quegli stessi partiti che sui media o nei talk show giustificano le violenze di piazza affermando che “i governi non capiscono le esigenze dei giovani” arrivando persino a cavalcare le proteste pur di indebolire chi governa i paesi interessati dalle manifestazioni.
E bisogna stare molto attenti a non confondere la legittima critica politica con la volontà di attaccare le democrazie e l’Unione Europea con l’intento di disgregarle attraverso proprio la critica politica. Il confine tra le due situazioni è molto fumoso ed è facile per i putinisti passare da “critici politici”.
Come bisogna stare attenti a non mescolare le proteste “contro” con le proteste “per”, cioè tra chi manifesta per distruggere e chi invece manifesta per costruire e proporre. Ho l’impressione che tra quelle centinaia di migliaia di manifestanti quelli che manifestano “per” siano una piccola minoranza. Il resto sono solo utili idioti funzionali ai desiderata di Putin.
Di Franco Londei. (Rights Reporter)