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Ora il diesel russo resta in Russia. Per decreto

(Roma, 09 luglio 2026). E così, sotto i colpi dei droni ucraini, che hanno danneggiato il sistema produttivo russo, il Cremlino ha dovuto decretare un divieto alle esportazioni di diesel, che va ad aggiungersi a quelli già varati sulla benzina e sul carburante per…

E così, sotto i colpi dei droni ucraini, che hanno danneggiato il sistema produttivo russo, il Cremlino ha dovuto decretare un divieto alle esportazioni di diesel, che va ad aggiungersi a quelli già varati sulla benzina e sul carburante per aerei. Una notizia così importante per i russi e per le loro attività economiche da essere diffusa sotto forma di trasmissione in diretta della riunione di Governo, presieduta da Putin, in cui è stata presa la decisione.

Il divieto, che ha lo scopo di garantire rifornimenti sicuri al mercato interno, resterà in vigore (ma poi vedremo) fino fino alla fine di luglio, anche se gli esperti dicono che di fatto, se non di nome, un blocco delle esportazioni era già in corso. A giugno le esportazioni erano scese a 400.000 barili al giorno, e a luglio il calo è stato ancora maggiore. Tra il 1° e l’8 del mese le esportazioni russe di diesel si sono attestate a soli 187.000 barili al giorno, rispetto ai 535.000 barili al giorno del mese di luglio 2025 e ai 557.000 barili al giorno di luglio 2021, pochi mesi prima dell’invasione dell’Ucraina. Al divieto all’export, la Russia ha affiancato l’importa da altri Paesi, come Bielorussia e Mongolia. Il che per un Paese che figura tra i maggiori produttori di petrolio vuol dire una cosa sola: crisi.

Detto questo, i soliti esperti avvertono che lo stop alle esportazioni russe di diesel potrebbe avere conseguenze globali, visto che l’anno scorso la Russia ha generato l’11% delle esportazioni mondiali. E privare di colpo il mercato di una quota così importante potrebbe generare scossoni, primo fra tutti un aumento dei prezzi. E allora perché ne sentiamo parlare solo per sottolineare le difficoltà di Mosca, e non anche come un pericolo per noi? La risposta è semplice: i maggiori importatori di diesel russo sono, storicamente, Turchia e Brasile, a cui si sono aggiunti più di recente Paesi come Marocco, Egitto e Senegal. Per una volta, dunque, il problema energia sembra orientarsi in prima battuta verso altre sponde. Il sospiro di sollievo è molto ben udibile.

(Inside Over)

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