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Ghalibaf : «Hormuz chiuso finché gli USA non rispettano l’accordo». Trump: «È nostro territorio». La replica : «Che illuso»

(Roma, 18 agosto 2026). Araghchi punta il dito contro Tel Aviv per i tentativi di sabotare la tregua con gli Stati Uniti. Il tycoon: « Con Teheran non sono programmati colloqui »

Si apre un’altra giornata di alta tensione sul fronte Iran-Stati Uniti, tra accuse incrociate, un incidente nello Stretto di Hormuz e contatti diplomatici che si dipanano su più canali. Mentre Teheran accusa Israele di aver sabotato l’accordo di cessate il fuoco con Washington, un proiettile ha colpito una nave in transito nello stretto. Un funzionario iraniano, infine, avverte che l’Iran è pronto a intervenire militarmente per rompere il blocco navale statunitense se la diplomazia dovesse fallire.

Sullo sfondo, anche un colloquio telefonico tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il presidente americano Donald Trump, che ha toccato il conflitto Usa-Iran, l’intesa della Mecca e la seconda fase del processo di pace a Gaza.

Ghalibaf : « Hormuz resta chiuso »

Lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto finché non saranno revocati il blocco navale, non verranno rilasciati gli asset iraniani congelati, revocato l’embargo petrolifero, non saranno cessate le minacce e le operazioni militari su tutti i fronti e non saranno rispettati gli altri punti del memorandum d’intesa con gli Usa. Lo ha ribadito il capo negoziatore della Repubblica islamica e presidente del Parlamento, Mohammad Ghalibaf.

« L’opportunità offerta dal memorandum d’intesa per la revoca del blocco e il cessate il fuoco ha contribuito in modo significativo ad accrescere la resilienza economica e a ricostruire le capacita’ di difesa dell’Iran », ha dichiarato Ghalibaf come riporta l’agenzia Tasnim. « La Repubblica islamica », ha avvertito, « è pronta a infliggere al nemico una sconfitta piu’ pesante, proporzionata alle sue azioni e al suo procrastinare » gli impegni.

Trump : « È territorio americano »

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha pubblicato sul suo social Truth una mappa dello Stretto di Hormuz con la dicitura: « Nuovo territorio degli Stati Uniti », ribadendo già quello che aveva annunciato nei giorni scorsi.

Immediata la replica dell’Iran: Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri ha avvertito che l' »illusione » di Trump riguardo alla sovranità dello Stretto sarà presto corretta.

« Presto, l’illusione di Trump riguardo allo Stretto di Hormuz verrà corretta, oppure correggeremo noi le illusioni di quest’uomo illuso », ha scritto sui social Gharibabadi. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato che l’obiettivo degli Stati Uniti nella guerra è costringere l’Iran alla resa, ma ha avvisato che l’Iran « non si arrenderà ». « L’America ora ci implora di negoziare alle nostre condizioni », ha dichiarato il ministro, aggiungendo che il memorandum d’intesa firmato con gli Stati Uniti conteneva « 13 disposizioni a nostro favore e una a loro ».

L’accusa dell’Iran a Israele

Araghchi è poi tornato ad accusare Israele di aver fatto tutto il possibile per sabotare l’intesa e impedirne l’attuazione. « Il regime sionista è stato e rimane il principale oppositore e ostacolo all’attuazione del memorandum d’intesa. Hanno fatto di tutto per impedire il raggiungimento di tale accordo, di tutto per farlo fallire e di tutto per impedirne l’attuazione », ha affermato. Araghchi ha aggiunto che la richiesta di Trump di una « resa incondizionata » da parte dell’Iran non si è concretizzata, poiché Teheran ha infine accettato un cessate il fuoco e ha condotto i negoziati con gli Stati Uniti alle proprie condizioni. « Abbiamo vinto la guerra, e abbiamo vinto anche sul piano diplomatico, costringendo il nemico ad accettare le nostre condizioni », ha affermato, concludendo che le capacità militari e operative dell’Iran sono state ciò che ha conferito forza alla sua diplomazia nei negoziati. « Coloro che chiedevano una resa incondizionata, poco dopo l’inizio della guerra, imploravano l’avvio di negoziati. Siamo stati noi a dire che non avremmo accettato un cessate il fuoco e abbiamo continuato la guerra fino a quando non abbiamo raggiunto un punto in cui hanno accettato un cessate il fuoco e i negoziati alle condizioni dell’Iran », ha affermato.

Trump, « non sono programmati colloqui »

« Non sono in corso né programmati colloqui o conversazioni con la Repubblica Islamica dell’Iran. Il blocco navale rimane pienamente in vigore. Lo Stretto di Hormuz è aperto e operativo. Tutte le mine marine sono state rimosse o fatte brillare. Grazie per l’attenzione che ci avete dedicato! », ha scritto Trump ancora su Truth.

La telefonata tra Erdogan e il presidente USA

Secondo quanto riferito dalla presidenza turca, durante il colloquio sono state affrontate le relazioni bilaterali tra Turchia e Stati Uniti, nonché questioni regionali e globali. Erdogan ha sottolineato l’importanza di sfruttare al massimo gli strumenti della diplomazia per allentare le tensioni tra Iran e Stati Uniti, esprimendo l’auspicio che i negoziati proseguano e ribadendo che la Turchia continuerà a sostenere gli sforzi per la pace.

Erdogan ha inoltre dichiarato che, con l’accordo di difesa comune firmato insieme a Pakistan e Arabia Saudita, i tre Paesi hanno assunto una posizione forte a favore della stabilità e della sicurezza regionale. Il presidente turco ha poi evidenziato che, proprio mentre si punta a passare alla seconda fase del processo di pace a Gaza, si è registrato un aumento delle azioni del governo israeliano contro la popolazione palestinese. Erdogan ha ribadito che la Turchia continuerà a sostenere gli sforzi volti a garantire una pace duratura nella regione e a promuovere le iniziative per la ricostruzione di Gaza.

Il proiettile nello Stretto di Hormuz

Un proiettile ha colpito una nave nello stretto di Hormuz. Lo ha riferito l’Agenzia britannica per le operazioni di commercio marittimo (UKMTO), che monitora la sicurezza delle navi e dei marittimi in tutto il mondo. L’imbarcazione, la cui bandiera non è stata identificata, è stata colpita « da un proiettile non identificato mentre effettuava un transito in uscita » dallo stretto di Hormuz. Si registra un ferito tra i membri dell’equipaggio, che è assistito dalla Guardia Costiera dell’Oman.

(AGI)

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