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Caccia austriaci contro aerei spia americani : un «errore» sulla rotta dei mezzi USA verso il Medio Oriente

(Roma, 28 maggio 2026). Ma per quale ragione un simile aereo dovrebbe “violare”, seppure per poco tempo, uno spazio aereo non autorizzato ?

Nelle scorse settimane l’Austria ha fatto decollare i suoi caccia per intercettare quelli che si sono rivelati essere due velivoli militari statunitensi privi dell’autorizzazione necessaria per attraversare lo spazio aereo austriaco. Gli Eurofighter della Luftstreitkräfte si sono trovati di fronte per due giorni consecutivi quello che al riconoscimento visivo si è dimostrato essere un U-28A Draco, un piccolo aereo spia operato dal Comando delle Operazioni Speciali dell’Aeronautica Militare statunitense. Ma per quale ragione un simile aereo dovrebbe “violare”, seppure per poco tempo, uno spazio aereo non autorizzato? E soprattutto, perché se ne è parlato così poco ?

Secondo quanto riportato in seguito dal Ministero della Difesa di Vienna, il 10 e l’11 maggio due velivoli a turboelica U-28A dell’Aeronautica Militare statunitense, assegnati al Comando delle Operazioni Speciali dell’Usaf per svolgere missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), hanno attivato le procedure di “intercettazione di priorità A”, la risposta di massima priorità per la forza di allerta rapida, che ha coinvolto i caccia intercettori Eurofighter.

L’U-28A “Draco” è una versione militarizzata del Pilatus PC-12M, modificato per trasportare diversi pacchetti di sensori, tra cui apparecchiature elettro-ottiche e di intelligence dei segnali, a seconda della configurazione. La maggior parte di questi velivoli è dotata di una torretta sensori con telecamere elettro-ottiche e a infrarossi, nonché di sistemi SIGINT per geolocalizzare e monitorare le comunicazioni ostili e altre sorgenti di emissione, mentre alcune versioni sarebbero dotate di un radar ad apertura sintetica e addirittura di una telecamera video ad alta definizione multispettrale, che consente al velivolo di operare ad altitudini elevate per mantenere la massima distanza dal bersaglio. Il Draco è dotato anche di una suite di comunicazioni e condivisione dati che gli permette di trasmettere le informazioni raccolte ai centri di comando per ulteriori analisi o direttamente al personale a terra, il tutto in tempo quasi reale. Tutte capacità che rendono questa piattaforma un aereo spia di piccole dimensioni che può dare il supporto necessario alle forze speciali a terra o svolgere missioni analoghe a quelle affidate a piattaforme più grandi e più note, e per questo rendono interessante la sua presenza “non annunciata” e in un caso non “autorizzata” nei cieli austriaci e, a quanto pare, nei cieli svizzeri.

Secondo gli analisti di The War Zone, se si dà “uno sguardo alla mappa” e allo storico delle rotte affrontate dall’US Air Force, si può notare come le “forze armate statunitensi sorvolino regolarmente l’Austria e la Svizzera quando effettuano rotte dalla Germania all’Italia o al Medio Oriente”. Ciò avviene per “evitare lunghi transiti sulla Francia“, e, secondo alcuni, potrebbe essere collegato alla necessità di spostare nuovi asset verso il teatro mediorientale, dove l’Operazione Epic Fury è attualmente in stand-by, senza usare gli spazi aerei dei Paesi della NATO che non intendono dare il proprio consenso e un supporto – anche solo logistico – agli Stati Uniti. Secondo quanto riportato da Defense News, un funzionario del Comando Europeo degli Stati Uniti ha fatto riferimento al volo del 10 maggio parlando di un “errore amministrativo nella documentazione per l’autorizzazione al sorvolo che è stato corretto“. Rassicurando che gli Stati Uniti “continuano a collaborare strettamente con le autorità austriache su qualsiasi questione relativa ai sorvoli e si attengono pienamente alle leggi e alle procedure austriache“.

Il verificarsi di un secondo errore, a distanza di appena 24 ore, ha lasciato ipotizzare che gli aerei spia potessero cercare “qualcosa”, ma l’opinione più comune è che gli aerei del Comando delle Operazioni Speciali dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti siano davvero“diretti” verso il teatro mediorientale come ulteriore asset da schierare – se necessario – nella campagna contro l’Iran. Specie se considerate le capacità di operare da piccoli aeroporti e basi operative avanzate con infrastrutture limitate che hanno questi piccoli aerei spia.

Di Davide Bartoccini. (Inside Over)

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