(Roma, 09 settembre 2025). Era in corso una riunione della dirigenza nella capitale del Qatar per discutere del negoziato. Il gruppo islamista palestinese nega che i leader siano morti, ma conferma l’uccisione del figlio di al-Hayya
Con un attacco senza precedenti su suolo qatarino, che secondo la stampa israeliana è stato autorizzato da Donald Trump, lo Stato ebraico prova a far fuori l’intera leadership di Hamas. L’operazione, condotta dall’aviazione militare e dallo Shin Bet, il servizio di intelligence interno, è stata ribattezzata “Atzeret HaDin”, Summit di Fuoco, e ha visto il coinvolgimento di uno stormo di 15 caccia bombardieri che ha volato per 1.800 chilometri, da Israele a Doha.
Nel primo pomeriggio nella capitale del Qatar si sono sentite diverse esplosioni in sequenza.
“Un vile attacco condotto da Israele ha preso di mira edifici residenziali che ospitano diversi membri dell’ufficio politico di Hamas”, dichiara Majed al-Ansari, il portavoce del ministro degli Esteri del Qatar.
Chi guida Hamas ?
Dopo l’uccisione di Yahya Sinwar nell’ottobre 2024, Hamas non ha formalmente nominato il nuovo leader supremo: il comando è affidato a un direttorio di cinque componenti, composto da Muhammad Darwish, Khalil al-Hayya, Khaled Meshal, Zael Jabbarin, Nizar Awadallah. Tra questi, Darwish sembra essersi ritagliato un ruolo superiore, perlomeno di rappresentanza istituzionale, come dimostrerebbe l’ultima visita del gruppo in Iran: è stato Darwish il primo della delegazione a salutare l’ayatollah Alì Khamenei.
Le forze armate israeliane confermano l’operazione. “Per anni questi membri di Hamas hanno guidato le operazioni dell’organizzazione terroristica, sono responsabili del massacro del 7 Ottobre e hanno orchestrato la guerra contro Israele”, si legge in una nota ufficiale diffusa dall’Idf.
Chi era nel mirino dell’attacco ?
Le informazioni sono ancora scarse e da verificare, le tv dell’Arabia Saudita parlano di quattro uccisioni tra “alti funzionari” del movimento islamista palestinese, ma Hamas, ad al Jazeera, smentisce la morte dei propri leader. “Sono sopravvissuti, però ci sono vittime e tra esse il figlio di Khalil al-Hayya”.
I media qatarini e sauditi concordano nel riferire che Khalil Hayya era tra gli obiettivi. Membro senior dell’Ufficio politico di Hamas, da quando è cominciata la guerra a Gaza guida il team negoziale a Doha ed è ancora il responsabile politico per la Striscia. E’ attraverso di lui che si è saputo che il movimento islamista tre settimane fa aveva accettato “senza condizioni” la proposta di tregua presentata da Qatar ed Egitto. Nato a Gaza nel 1960, è considerato uno degli uomini più vicini a Sinwar, l’ideatore del 7 Ottobre.
Cosa è stato colpito ?
Altra informazione da verificare: sembra che questo pomeriggio fosse in corso una riunione di Hamas ad alto livello per definire la posizione del gruppo nei confronti della trattativa con Israele, e che dunque il Summit di Fuoco da cui prende il nome l’operazione sia riferito a quello. Ad essere stato colpito con dieci missili ad alto potenziale distruttivo – sostengono diverse fonti israeliane e anche l’emittente irachena Sabrin News – è il quartier generale di Hamas a West Bay Lagoon, durante un incontro tra al-Hayya, Meshaal, Darwish, Razi Hamad e Izzat al-Rishq.
“L’attacco è totalmente un’operazione israeliana”, comunica l’ufficio del primo ministro Netanyahu. Una precisazione che sembra voler tenere fuori gli Stati Uniti, che in Qatar, ad Al Udeid, hanno la più grande base americana in Medio Oriente.
Il canale saudita Al Arabiya sostiene che al-Hayya sia stato ucciso perché ad essere preso di mira è stato il suo ufficio. Al Hadath, altro canale saudita, aggiunge che anche Zael Jabareen (responsabile di Hamas in Cisgiordania, ala dura del movimento), il vecchio Khaled Meshaal (nato a Silwad in Cisgiordania nel 1956, ha guidato Hamas dal 1996 al 2017) e Nizar Awdallah (membro del politburo, era uno dei confidenti dello sceicco Yassin, fondatore di Hamas) sarebbero morti. Notizie che però, come detto, Hamas smentisce.
Di Fabio Tonacci. (La Repubblica)