L’uomo è stato neutralizzato dai servizi segreti che sorvegliavano la zona. Sui social network diceva di essere il vero Osama Bin Laden
Ancora un attacco contro il presidente Donald Trump. Nel corso della serata di ieri – sabato 23 maggio – un ragazzo di soli 21 anni, armato di un revolver, ha raggiunto la Casa Bianca e ha cominciato a sparare. Sono stati momenti di autentico terrore, mentre si diffondeva la notizia di un nuovo attentato alla vita del presidente degli Stati Uniti d’America. Ucciso dagli uomini dei secret service, il soggetto è risultato essere il 21enne Nasir Best.
Ma cosa sappiamo di lui ?
Stando a quanto riferito dalla stampa estera, il giovane è un individuo che gli agenti dei Servizi Segreti conoscevano, in quanto già in passato aveva cercato di introdursi nella Casa Bianca in almeno due occasioni. Nel giugno del 2025 bloccò una corsia d’accesso alla dimora presidenziale, affermando di essere Dio. Dopo essere stato catturato dal Secret Service venne portato via e poi affidato alle cure dell’Istituto Psichiatrico di Washington, dove fu sottoposto a valutazione psichiatrica.
Soltanto il mese dopo – luglio 2025 – si presentò di nuovo alla Casa Bianca e tentò di entrare. In quell’occasione fu arrestato. Dalle indagini era emerso che il ragazzo pubblicava dichiarazioni molto gravi sui propri profili social. Affermava di essere Osama Bin Laden, e si diceva pronto a uccidere Donald Trump. Tuttavia nel suo passato non c’erano comportamenti violenti, né era mai stato visto brandire un’arma.
Nella serata di ieri, Nasir Best ha invece raggiunto un check point nelle vicinanze della Casa Bianca (la 17ª Strada e Pennsylvania Avenue) e, armato di un revolver, ha aperto il fuoco. È riuscito a esplodere solo pochi colpi, poi è stato colpito a sua volta dagli uomini del Secret Service ed è rimasto ucciso.
Stando a quanto riferito da Fox News e altre testate straniere, Nasir Best era una persona con gravi problemi di salute mentale. Soffriva di deliri religiosi e di onnipotenza, che lo portavano a paragonarsi prima a Gesù Cristo, poi a Dio, infine a Bin Laden.
Di Federico Garau. (Il Giornale)