«Siamo molto vicini alla vittoria finale» in Iran, lo ha affermato Reza Pahlavi, erede dell’ultimo scià iraniano, fiducioso nella vittoria contro la Repubblica islamica dopo l’attacco lanciato da Stati Uniti e Israele all’Iran. «Miei cari compatrioti, ci attendono momenti cruciali.
Gli aiuti che il presidente degli Stati Uniti ha promesso al coraggioso popolo iraniano sono finalmente arrivati. Si tratta di un intervento umanitario; e il suo obiettivo è la Repubblica islamica, il suo apparato repressivo e la sua macchina di morte; non il grande Paese e la nazione iraniana», ha dichiarato Reza Pahlavi, che vive in esilio nell’area di Washington, in un videomessaggio. «Ma, al di là di questo aiuto, la vittoria finale sarà comunque nostra.
Saremo noi, il popolo iraniano, a portare a termine questa battaglia finale. Il momento di tornare in piazza è vicino. Ora che la Repubblica islamica sta crollando, il mio messaggio all’esercito, alle forze dell’ordine e alle forze di sicurezza del Paese è chiaro: avete giurato di essere i protettori dell’Iran e della nazione iraniana, non i protettori della Repubblica islamica e dei suoi leader. Il vostro dovere è difendere il popolo, non difendere un regime che ha tenuto in ostaggio la nostra patria attraverso la repressione e la criminalità», ha continuato.
«Unitevi alla nazione e contribuite a garantire una transizione stabile e sicura. Altrimenti affonderete insieme alla nave naufragata di Khamenei e del suo regime», ha affermato Pahlavi. Rivolgendosi al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto «di esercitare la massima cautela per proteggere la vita dei civili e dei miei connazionali». «Il popolo iraniano è il vostro alleato naturale e non dimenticherà il vostro aiuto durante il periodo più difficile della storia contemporanea dell’Iran».