(Roma, 29 luglio 2026). L’annuncio dei Servizi russi. Il Ceo e fondatore Pavel Durov, nato in Russia, vive in Francia
La Russia ha annunciato di aver emesso un mandato di cattura internazionale per il fondatore e Ceo di Telegram, Pavel Durov, con l’accusa di « complicità nel terrorismo ».
« È stato emesso un mandato di cattura internazionale… per il capo dell’amministrazione di Telegram, P. Durov », hanno dichiarato i servizi di sicurezza russi (FSB) in un comunicato citato dalle agenzie di stampa russe, aggiungendo che Durov, nato in Russia e in possesso di passaporto francese ed emiratino, si trova attualmente in Francia.
Pavel Durov, miliardario fondatore e amministratore delegato dell’app di messaggistica Telegram, è stato arrestato a Parigi. L’indagine si è concentrata sulla mancanza di moderatori su Telegram, la polizia ritiene che questa situazione abbia permesso alle attività criminali di proseguire indisturbate sull’app.
Cosa si sa di Durov e di Telegram
Durov, 39 anni, di origine russa, è fondatore e proprietario dell’applicazione di messaggistica Telegram, la piattaforma gratuita che compete con altri social media come WhatsApp di Facebook, Instagram, TikTok e Wechat. Piattaforma che vanta di aver superato il miliardo di utenti mensili attivi.
Telegram, il campo di battaglia virtuale
Molto usata in Russia, Ucraina e in altri Paesi dell’ex Unione Sovietica. È diventato una fonte critica di informazioni sulla guerra della Russia in Ucraina, utilizzata pesantemente sia dai funzionari di Mosca che di Kiev. Alcuni analisti definiscono l’app « un campo di battaglia virtuale » per la guerra.
Durov, la cui fortuna è stata stimata da Forbes in 15,5 miliardi di dollari, ha lasciato la Russia nel 2014 dopo essersi rifiutato di rispettare le richieste del governo di chiudere le comunità di opposizione sulla sua piattaforma di social media VKontakte, che lui stesso aveva creato. Diventato cittadino francese nel 2021, si è trasferito con Telegram a Dubai nel 2017.
L’arresto in Francia nel 2024
Durov, era stato fermato in Francia nell’agosto del 2024 e trattenuto per diversi giorni poichè accusato di contenuti illegali pubblicati su Telegram dagli utenti. Alcuni mesi dopo, nel marzo del 2025, i magistrati francesi gli avevano dato il permesso di espatrio, e il fondatore di Telegram era tornato temporaneamente negli Emirati arabi uniti, dove risiede e dove ha sede la sua società.
In Russia l’accesso a Telegram è bloccato dalle autorità per il controllo delle telecomunicazioni, ma continuano a servirsene molte istituzioni, compreso l’ufficio stampa del Cremlino e i ministeri, per diffondere notizie e gli utenti continuano ad accedervi grazie all’utilizzo di sistemi per aggirare il blocco, i VPN.