(Roma, 29 maggio 2026). Cina e Pakistan rafforzano la loro alleanza strategica con accordi per oltre 7 miliardi di dollari e il rilancio del Cpec
Si rafforza l’asse tra Cina e Pakistan. Dopo Donald Trump e Vladimir Putin, arrivati a Pechino nell’ultimo mese in rapida successione, Xi Jinping ha accolto Shehbaz Sharif. Il primo ministro pakistano è volato oltre la Muraglia in un momento delicatissimo, e cioè mentre Islamabad è alla ricerca di investimenti e, allo stesso tempo, si trova a gestire due dossier spinosissimi: le tensioni con l’Afghanistan e la mediazione tra Iran e Stati Uniti nella guerra in Medio Oriente.
Secondo quanto riferito dall’ambasciata del Pakistan in Cina, Sharif ha concluso una visita “molto produttiva”, impreziosita dalla firma di accordi e memorandum per un valore superiore ai 7 miliardi di dollari. In tutto sono state siglate 15 intese di cooperazione che hanno toccato svariati ambiti: dall’economia all’ambiente, dalla lotta contro il cambiamento climatico all’agricoltura, dalla sicurezza alimentare al commercio, dai media dalla scienza. E ancora : tecnologia, contrasto al terrorismo e istruzione.
In una nota congiunta rilasciata al termine del meeting tra Xi e Sharif, si legge inoltre che Cina e Pakistan hanno raggiunto un “nuovo ampio consenso” sull’approfondimento dei legami strategici per rafforzare lo sviluppo di un corridoio economico congiunto e fare del porto di Gwadar un hub di connettività regionale. Il riferimento è al famigerato Corridoio Economico Cina-Pakistan (Cpec), uno dei progetti cardine della Nuova Via della Seta cinese, a lungo rimasto in fase di stallo e adesso, forse, prossimo al rilancio.
Cpec : il rilancio di un corridoio strategico
Il Cpec è nato, assieme al Corridoio economico Cina-Myanmar (Cmec), per consentire alla Cina di bypassare il collo di bottiglia rappresentato dallo Stretto di Malacca. Nello specifico, il progetto è stato pensato per collegare la regione nordoccidentale cinese dello Xinjiang al porto in acque profonde di Gwadar, in Pakistan, così da offrire al Dragone una rotta terrestre più breve e sicura verso il Mar Arabico, aggirando punti di strozzatura marittimi potenzialmente vulnerabili.
A lungo bloccati da problemi economici – compresi i costi elevati, cresciuti dagli iniziali 46 agli oltre 60 miliardi di dollari – e dagli attacchi terroristici dei separatisti del Balochistan – regione attraversata dalla rotta – i lavori per la realizzazione del Cpec sono a lungo rimasti in un limbo. C’è chi addirittura ipotizzava in un suo ormai fallimento. Il vis a vis tra Xi e Sharif ha invece rilanciato una sorta di Cpec 2.0. “Entrambe le parti hanno accolto con favore la partecipazione di terzi allo sviluppo del Corridoio Economico Cina-Pakistan secondo il modello concordato”, si legge nel comunicato diramato alla fine del vertice.
Pechino e Islamabad hanno inoltre concordato di promuovere uno sviluppo di “alta qualità” del Cpec, di sviluppare il richiamato porto di Gwadar e di rafforzare i collegamenti stradali e portuali lungo l’intera tratta. Questi progetti comprendono il passo di Khunjerab e l’ammodernamento dell’autostrada del Karakoram, il principale collegamento terrestre tra Cina e Pakistan. Il governo pakistano ha inoltre promesso misure mirate per rafforzare la sicurezza e la cooperazione al fine di garantire l’incolumità dei lavoratori cinesi e degli investimenti nel Paese.
La Cina rilancia il Pakistan
Le discussioni sul Cpec sono soltanto la punta dell’iceberg. La Cina, per esempio, ha affermato di apprezzare gli sforzi pakistani volti ad allentare il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Certo, l’incontro è avvenuto in concomitanza con il 75esimo anniversario delle relazioni diplomatiche sino-pakistane, ma la sensazione è che tutto sia funzionale a quanto sta avvenendo in Medio Oriente. Forse, proprio per l’intermediazione offerta da Islmabad, Pechino ha voluto premiare Sharif rilanciando progetti e cooperazione.
“La Cina e il Pakistan accelereranno i tempi per costruire una Comunità sino-pakistana dal futuro condiviso ancora più stretta nella nuova era, che costituirà un esempio per l’impegno volto a costruire una comunità dal futuro condiviso che colleghi la Cina ai paesi limitrofi”, si legge ancora nel comunicato ufficiale, in un altro chiaro messaggio emblematico del rafforzamento delle relazioni reciproche.
Sharif, oltre a Pechino, ha inoltre visitato anche Hangzhou, polo hi-tech del Dragone, e fatto tappa presso la sede di Alibaba. Il Pakistan ha infine spiegato di sostenere “l’Iniziativa globale per lo sviluppo (Gdi), l’Iniziativa globale per la sicurezza (Gsi), l’Iniziativa globale per la civiltà (Gci) e l’Iniziativa globale per la governance (Ggi)”, ossia piani proposti da Xi per collaborare sul fronte economico, sicuritario e politico. Una tripla convergenza non da poco.
Di Federico Giuliani. (Inside Over)