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L’Iran e la Russia rilanciano l’intesa : pressione sugli USA sul nodo Hormuz

(Roma, 28 aprile 2026). Putin riceve Araghchi che è alla ricerca di sostegno per la proposta di pace da avanzare agli Stati Uniti

« Quella tra la Russia e l’Iran è una relazione strategica che siamo impegnati a mantenere ». Con un messaggio chiaro, davanti alle telecamere, Vladimir Putin accoglie il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, giunto a Mosca al termine di un giro di valzer diplomatico che lo ha portato negli ultimi giorni due volte in Pakistan e una in Oman. Alla ricerca, a quanto sembra, del sostegno a una nuova proposta di pace per gli Stati Uniti che, a giudicare dalle indiscrezioni, al momento sembra difficile che Donald Trump possa accettare.

L’asse Mosca-Teheran

« Una relazione strategica », conferma Araghchi, che aggiunge, guardando negli occhi Putin: « Il mondo ha compreso la vera potenza dell’Iran nel confronto con gli Stati Uniti ». L’asse Mosca-Teheran, sembrano sottolineare queste immagini, è ancora solido, sopravvissuto a due mesi di guerra nel Golfo e a quattro anni di conflitto in Ucraina.

Un rapporto sottolineato dalla notizia che Mojtaba Khamenei, la nuova guida suprema dell’Iran, ha inviato a Putin un messaggio personale, per il quale il capo del Cremlino ringrazia adesso Araghchi, senza dare indicazioni sul suo contenuto.

Araghchi rincara la dose contro gli USA

Araghchi che, dopo i colloqui al Cremlino, parlando alla TV russa, rincara la dose nei confronti di Washington: « La superpotenza mondiale non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi – dice – per questo motivo Donald Trump chiede negoziati e noi stiamo studiando questa possibilità ».

La questione dello Stretto di Hormuz

La nuova proposta che l’Iran ha intenzione di mettere sul tavolo, secondo indiscrezioni del sito Axios, prevederebbe di risolvere la questione dello Stretto di Hormuz — soggetto al momento praticamente a un doppio blocco, iraniano e americano — prima di affrontare il tema del programma nucleare.

E sempre Axios sostiene che nell’agenda odierna di Trump, che attende la visita di Carlo III d’Inghilterra, ci sarebbe anche un meeting nella Situation Room con i vertici dell’amministrazione e dell’esercito per fare il punto sulla guerra.

Mentre il segretario di Stato Marco Rubio, da parte sua, semina già scetticismo su un eventuale accordo per Hormuz: un piano per cui il passaggio delle navi avverrebbe solo con il via libera dell’Iran sarebbe inaccettabile. Ma gli iraniani, aggiunge, fanno sul serio sulle trattative perché sono in un mare di guai: l’economia in ginocchio, senza più missili, senza marina e aviazione.

Di Gabriella Caimi. (TG LA7)

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