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Mali : la procura apre un’indagine su un presunto sostegno ucraino ai ribelli tuareg

(Roma, 08 agosto 2024). Oltre al procedimento legale, Bamako ha anche annunciato “misure preventive per evitare qualsiasi destabilizzazione del Mali da parte degli Stati africani che ospitano ambasciate ucraine”

La procura della Repubblica del Mali ha aperto un’indagine sulle dichiarazioni di due funzionari ucraini riguardo al presunto coinvolgimento del loro Paese negli scontri a Tinzaouaten, nel nord del Mali, tra la Forze armate maliane (Fama) e i ribelli tuareg del Quadro strategico permanente per la la difesa del popolo di Azawad (Csp-Dpa). In un comunicato stampa ripreso dall’agenzia di stampa “Apa”, il pubblico ministero dell’Unità giudiziaria specializzata nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata transnazionale, Amadou Bocar Touré, ha annunciato l’apertura di un’indagine per “atti di terrorismo, complicità in atti di terrorismo e finanziamento del terrorismo”, affermando che “questa indagine consentirà di perseguire tutti gli autori, coautori e complici degli atti incriminati, affinché possano rispondere delle loro azioni davanti ai tribunali”. Oltre al procedimento legale, Bamako ha anche annunciato “misure preventive per evitare qualsiasi destabilizzazione del Mali da parte degli Stati africani che ospitano ambasciate ucraine”. Inoltre, si prevede di sottoporre la questione agli organismi internazionali e agli Stati che sostengono l’Ucraina.

L’indagine fa seguito alle dichiarazioni del portavoce dell’intelligence militare ucraina, Andriy Yusov, che aveva parlato ammesso il coinvolgimento di Kiev nell’imboscata effettuata da ribelli tuareg fra il 25 ed il 27 luglio. Questi commenti sono stati confermati dall’ambasciatore ucraino a Dakar, Yurii Pyvovarov. Domenica 4 agosto le autorità maliane, attraverso il colonnello Abdoulaye Maïga, ministro del Decentramento e dell’amministrazione territoriale, hanno annunciato la rottura delle relazioni diplomatiche con l’Ucraina. L’annuncio delle autorità del Mali è seguito alle pesanti perdite subite, a fine luglio, dall’esercito nazionale e dai mercenari russi appartenenti all’ex gruppo Wagner a Tinzaouten, nel nord del Paese, per mano dei ribelli tuareg dell’Azawad e dai gruppi jihadisti loro alleati. Subito dopo il portavoce della Direzione principale dell’intelligence ucraina, Andriy Yusov, aveva ammesso il coinvolgimento di Kiev nell’imboscata effettuata da ribelli tuareg fra il 25 ed il 27 luglio.

Le affermazioni di Yusov sono state interpretate dalla giunta di Bamako come sintomo del “chiaro sostegno da parte del governo ucraino al terrorismo in Africa, nel Sahel e più precisamente in Mali”. La giunta di Bamako ha quindi ribadito di aderire “totalmente” alle “accuse formulate dalla Russia” sulla “natura neonazista e scellerata” delle autorità ucraine, annunciando la rottura delle relazioni diplomatiche con effetto immediato. Qualche giorno dopo è stata la volta del Niger, che ha annunciato di interrompere, “con effetto immediato”, le relazioni diplomatiche con Kiev, accusando il governo ucraino di sostenere i “gruppi terroristici”. “Il governo della Repubblica del Niger, in totale solidarietà con il governo e il popolo del Mali, decide in piena sovranità di interrompere immediatamente le relazioni diplomatiche tra la Repubblica del Niger e l’Ucraina”, ha confermato in una dichiarazione televisiva il portavoce del governo Amadou Abdramane.

(Nova News)

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