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Missili in Polonia, Biden e la notte più lunga al G20: svegliato alle 4 e mezza, così ha evitato l’escalation e rassicurato Zelensky

(Roma, 17 novembre 2022). Le ore più frenetiche per il presidente americano tra telefonate e meeting virtuali nella sala da ballo dell’hotel in cui alloggiava in Indonesia

Nella notte più lunga e pericolosa dall’inizio della guerra, Biden è stato svegliato dai suoi consiglieri attorno alle 4.30 con l’aggiornamento peggiore che potesse ricevere: le forze di Vladimir Putin potrebbero aver attaccato un Paese della Nato. Cominciano così le ore più frenetiche per il presidente americano tra telefonate e meeting virtuali nella sala da ballo dell’hotel in cui alloggiava in Indonesia. Per primo ha chiamato il suo omologo polacco Andrzej Duda, al quale sin dall’inizio dell’invasione russa il commander-in-chief ha assicurato, anche di persona, la protezione degli Stati Uniti. Quindi la consultazione con i partner del G7, della Nato e del G20, mentre a Washington il Pentagono e il Dipartimento di Stato cominciano a diffondere la linea dell’amministrazione sull’incidente: massima collaborazione a Varsavia per le indagini per stabilire la provenienza del missile ma è ancora troppo presto per decidere i prossimi passi.

La lunga notte di Biden e le rassicurazioni a Zelensky

Prudenza e cautela che Biden riassume così: «Le prime informazioni ci dicono che è improbabile che i missili siano stati lanciati dalla Russia». Una risposta misurata che incassa l’apprezzamento del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, che la definisce «professionale». Il presidente americano ribadisce poi che l’intensificarsi degli attacchi di Mosca sull’Ucraina, proprio nelle ore in cui si riuniva il G20, è una provocazione brutale e disumana e sottolinea che l’impegno verso i partner dell’Alleanza Atlantica è «di ferro» e che gli Stati Uniti non esiteranno a difendere ogni centimetro dei territorio della Nato. Ma il momento è delicato e il rischio di un allargamento del conflitto non è stato mai così elevato. Passano le ore e la posizione dell’amministrazione Usa è ancora più chiara. «Al momento gli Stati Uniti non hanno raccolto nessuna prova che contraddica la valutazione preliminare del presidente Duda secondo cui il missile esploso in Polonia era ucraino», spiega la portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, Adrienne Watson, sottolineando tuttavia che al di là delle conclusioni dell’indagine, «è chiaro che la responsabile ultima di questo tragico incidente è la Russia e che l’Ucraina aveva ed ha tutto il diritto di difendersi». Detto questo, il governo Usa continua a premere per una svolta negoziale.

Negli ultimi giorni si sono intensificati i contatti dell’amministrazione Biden con funzionari del Cremlino e di Kiev, con William Burns a fare la spola come mediatore speciale. Subito dopo aver incontrato ad Ankara il suo omologo russo, Sergei Naryshkin, il direttore della Cia è infatti volato a Kiev per rassicurare Volodymyr Zelensky che gli Stati Uniti non intendono negoziare la pace con Mosca a prescindere dall’Ucraina. Ma con l’arrivo dell’inverno, è la linea dell’amministrazione Biden, i combattimenti tenderanno a diminuire e potrebbe essere la finestra per trovare una soluzione politica.

(Il Mattino)

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