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Ciad: manifestazione antifrancese, sei attivisti di opposizione condannati a un anno di carcere

È questo il verdetto enunciato oggi dai magistrati di N’Djamena nel processo che vedeva i sei accusati di « assemblea non autorizzata, incitamento della folla, incendio doloso, distruzione di beni, lesioni personali intenzionali e disturbo dell’ordine pubblico”

I sei attivisti del movimento di opposizione del Ciad Wakit Tama arrestati dovranno scontare un anno di carcere e pagare una multa di 15 mila euro per il loro coinvolgimento nelle manifestazioni del 14 maggio contro le autorità di transizione e l’ingerenza francese nel Paese. È questo il verdetto enunciato oggi dai magistrati di N’Djamena nel processo che vedeva i sei accusati di “assemblea non autorizzata, incitamento della folla, incendio doloso, distruzione di beni, lesioni personali intenzionali e disturbo dell’ordine pubblico”. Contro di loro la procura aveva chiesto in mattinata due anni di carcere e una multa di circa 1,5 milioni di euro. Secondo quanto riferito dal ministero della Giustizia il processo, aperto oggi, era stato trasferito a Moussoro, cittadina del Ciad situata nel centro-ovest del Paese, “per motivi di sicurezza”. Una decisione alla quale il Consiglio dell’ordine degli avvocati aveva reagito denunciando una procedura illecita e dichiarando che nessun avvocato sarebbe stato presente al processo.

Contro il loro arresto, i lavoratori che si oppongono al governo hanno iniziato la scorsa settimana uno sciopero a tempo indeterminato per chiederne il rilascio. Lo sciopero, afferma la federazione sindacale in una nota, ha interessato sia il settore pubblico che quello privato, con servizi minimi offerti negli ospedali. I leader di Wakit Tama sono stati arrestati con l’accusa di aver distrutto proprietà e disturbato l’ordine pubblico durante una manifestazione antifrancese dello scorso 14 maggio. I sei, che dovrebbero essere processati il ​​mese prossimo, sono ora in sciopero della fame. Wakit Tama, che in arabo significa “Tempo scaduto”, riunisce diversi gruppi della società civile e partiti di opposizione e si è formata sulla scia del colpo di Stato avvenuto lo scorso anno dopo la morte del presidente Idriss Deby, ucciso dai ribelli del nord nell’aprile 2021. La coalizione chiede il boicottaggio dei prodotti provenienti dalla Francia a causa del sostegno dell’ex potenza coloniale alla giunta guidata dal figlio di Deby, Mahamat Deby Itno. (Nova News)

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