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La Turchia interessata ad acquistare una ventina di F-16 MLU danesi

(Roma, 22 novembre 2021). La Danimarca ha in corso l’acquisizione di 27 caccia bombardieri di quinta generazione Lockheed Martin F-35A ordinati nel 2016 con i quali rinnoverà la prima linea della Reale Aeronautica o Flyvevåbnet.

Il primo esemplare di F-35A allestito negli Stati Uniti è stato ufficialmente consegnato il 7 aprile 2021. Entro il 2025 la attuale linea di cacciabombardieri Lockheed Martin F-16 AM/BM (MLU) Block 10 sarà definitivamente radiata.

Attualmente, la Reale Aeronautica Danese dispone di 43 F-16 AM/BM (MLU) Block 10 tra prima linea, addestramento e riserve.

Per ottenere risorse aggiuntive il Ministero della Difesa di Copenaghen ha in programma la vendita di 24 di questi aerei, tra quelli non più impiegati o in riserva.

Il costo di ognuno di questi velivoli è stimato di circa 11 milioni di dollari, per cui rivelare il blocco completo costerebbe circa 260-270 milioni di dollari.

Considerato che trattasi di aerei sottoposti al programma di aggiornamento di mezza vita, tali velivoli hanno un certo numero ore di volo ancora disponibile ed un discreto potenziale.

Peraltro, la ventilata ipotesi di vendita degli F-16 danesi deve essere approvata del Parlamento di Copenaghen e dall’Amministrazione di Washington, trattandosi di sistema d’arma fabbricato negli Stati Uniti.

Pertanto, la notizia di una loro possibile vendita ha suscitato parecchio interesse nei vertici della Aeronautica Turca o Türk Hava Kuvvetleri, impegnati a “tamponare” la situazione, dopo che gli Stati Uniti hanno decretato l’estromissione della Turchia dal programma F-35 a cui Ankara partecipava come partner.

Tale situazione ha determinato una sorta di crisi, poiché la prima linea turca si trova a gestire una flotta di circa 150 F-16C che sono portati lentamente allo standard Özgür da parte dell’industria turca (TAI, Aselsan e Roketsan) e circa 50 F-4E Terminator 2020 ormai superati, nonostante gli ammodernamenti apportati alla macchina nel corso degli ultimi anni.

Al momento in attesa di soluzioni messe a punto dalla industria nazionale (il caccia di generazione avanzata TF-X), l’Aeronautica Turca, a causa del ostracismo degli Stati Uniti per la vicenda S-400 e per l’attivismo in Siria, Iraq, Libia e nel Levante del Mediterraneo che si scontra con gli interessi nord americani, è costretta a tenere in linea gli F-16 e tenta di acquistarne altri di seconda mano.

Più volte sugli organi di stampa turchi sono apparse notizie di possibili commesse per caccia russi (Sukhoi Su-57 o Su-35) o perfino cinesi, ma al momento tali annunci non hanno avuto alcun seguito.

Ultimamente, si è appresa la notizia di una richiesta da parte turca di un’ottantina di nuovi F-16V “Viper” e di un pari numero di kit di ammodernamento per i velivoli in servizio, richiesta per l’Amministrazione di Washington non rientra tra le priorità da affrontare.

Di Aurelio Giansiracusa. (Ares Osservatorio Difesa)

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