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Netanyahu punta il dito contro i «veri nemici del Medio Oriente»

(Roma 30 settembre 2020). Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato che Hezbollah possiede un deposito di armi nei pressi dell’aeroporto di Beirut, in un momento in cui Israele e altri Paesi sono impegnati ad affrontare « i veri nemici del Medio Oriente », ovvero l’Iran e i suoi alleati.

Le parole del premier israeliano sono giunte nella sera del 29 settembre, in un discorso pronunciato virtualmente dinanzi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. In particolare, Netanyahu ha rivelato l’esistenza di un magazzino appartenente al cosiddetto « Partito di Dio » nei pressi dell’aeroporto della capitale libanese, già testimone di una violenta esplosione il 4 agosto scorso. Quest’ultima, come precisato dal premier stesso, ha provocato la morte di circa 200 persone, mentre altre 6.000 sono rimaste ferite e circa « un quarto di milione di libanesi sono rimasti senza casa ». Tuttavia, a detta di Netanyahu, vi è il rischio di una nuova esplosione nel quartiere di Janah, nei pressi dell’aeroporto internazionale di Beirut, dove il partito sciita sostenuto dall’Iran possiede, « segretamente », un grande deposito di armi. Stando a quanto precisato, il magazzino è situato nei pressi della sede di una compagnia petrolifera, ed è circondato da abitazioni civili.

Di fronte a tale ipotesi, Netanyahu ha esortato gli abitanti di Janah ad agire e a scendere per le strade, in segno di protesta contro quella che potrebbe rivelarsi un’altra tragedia. Rivolgendosi all’intera popolazione libanese, il primo ministro ha poi dichiarato che Israele non farà loro del male, diversamente dall’Iran. In particolare, sono stati Teheran ed Hezbollah ad aver messo in pericolo il popolo libanese, utilizzando i cittadini come « scudi umani » e, per tale ragione, è lo stesso popolo a dover richiedere l’abbattimento dei pericolosi magazzini, la cui presenza è inaccettabile.

Il segretario del partito sciita, Hassan Nasrallah, ha risposto quasi

nell’immediato alle dichiarazioni di Netanyahu, affermando che quest’ultimo cerca di incitare i libanesi contro Hezbollah, parlando della presenza di siti missilistici. In realtà, ha riferito Nasrallah, il suo partito non ha posto missili nell’aeroporto di Beirut o nei pressi di una stazione di servizio, né tantomeno nelle vicinanze di abitazioni civili. Le dichiarazioni di Netanyahu, a detta del leader di Hezbollah, sono da collocarsi nel quadro di una « guerra psicologica ».

Nel suo discorso alle Nazioni Unite, Netanyahu ha poi puntato il dito contro un altro avversario regionale, l’Iran. « Israele e i Paesi arabi non stanno insieme solo per il bene della pace, siamo insieme di fronte al più grande nemico della pace in Medio Oriente, l’Iran ».

Quest’ultimo, a detta del premier israeliano, attacca ripetutamente i suoi vicini ed è impegnato per procura in azioni violente in Iraq, Siria, Yemen, Gaza e Libano.

Netanyahu ha poi espresso soddisfazione per il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano e per la successiva re-imposizione di sanzioni. In tale quadro, Netanyahu ha affermato che, in un momento in cui vi sono divergenze all’interno del Consiglio di Sicurezza, vi è unità a livello regionale tra arabi e israeliani, e quando ciò accade « bisogna prestare attenzione ». « Israele invita tutti i membri del Consiglio di sicurezza a porsi a fianco degli Stati Uniti di fronte all’aggressione iraniana. Dobbiamo tutti schierarci con loro, chiedendo all’Iran di porre fine al suo piano nucleare, e, una volta per tutte, affrontare la minaccia maggiore alla pace regionale ».

Il primo ministro ha altresì fatto riferimento ai recenti accordi di normalizzazione con il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti (UAE), siglati ufficialmente il 15 settembre alla Casa Bianca. Tale intesa, a detta di Netanyahu, porterà pace e benefici ai popoli interessati, derivanti da un numero maggiore di scambi e investimenti, oltre che da un potenziamento di alcuni settori, quali commercio, turismo e trasporti. « Sono certo che altri Paesi arabi e musulmani si uniranno presto, molto presto » ha poi affermato Netanyahu.

Piera Laurenza.  (Sicurezza Internazionale)

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