Mentre la Francia è in subbuglio per via di manifestazioni studentesche divenute guerriglia urbana, sotto cui si annida il legame fra estrema sinistra e islam radicale, l’ultimo affronto arriva dal Medio Oriente. Il ministro degli Esteri iraniano ha infatti convocato l’ambasciatore francese a Teheran, Pierre Cochard, per manifestare contro il “trattamento violento” del governo di Parigi nei confronti delle proteste : l’accusa è quella di applicare due pesi e due misure in materia di diritti umani.
La stesso regime islamico che a gennaio ha ucciso circa 40.000 dissidenti e che costringe tutt’ora la popolazione al buio mediatico e alle repressioni, si è fatto beffa dell’Occidente soffiando sul fuoco del clima già piuttosto acceso.
Nel frattempo, oltremare, il presidente USA Donald Trump è tornato a commentare i fatti in corso in Francia : «Non è altro che il risultato di una migrazione di massa fuori controllo. Non si tratta delle scuole, si tratta dell’Islam che vuole prendere il controllo di un Paese che un tempo era grande».