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Il generale tedesco Carsten Breuer eletto prossimo capo del Comitato militare NATO

I Paesi alleati hanno eletto il generale tedesco Carsten Breuer, capo della Difesa della Germania, prossimo presidente del Comitato militare della NATO.

Lo rende noto l’Alleanza al termine della conferenza annuale del Comitato militare, riunito il 18 e 19 settembre a Copenaghen. Breuer entrerà in carica nell’estate del 2027 per un mandato di tre anni.

Alla riunione hanno partecipato l’attuale presidente del Comitato militare, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, i 32 capi della Difesa alleati e i due comandanti strategici della NATO, il generale Alexus G. Grynkewich, comandante supremo alleato in Europa, e l’ammiraglio Pierre Vandier, comandante supremo alleato per la trasformazione.

Al centro dei lavori il seguito delle decisioni del vertice NATO di Ankara, in particolare il rafforzamento della deterrenza e della difesa collettiva dell’Alleanza, l’innovazione e la tecnologia e il sostegno all’Ucraina. Aprendo la conferenza, Cavo Dragone ha spiegato che i vertici militari dell’Alleanza daranno seguito al vertice di Ankara «spostando l’attenzione dagli impegni di bilancio alla realizzazione delle capacità che consentiranno alla NATO di dissuadere gli avversari e difendere l’area euro-atlantica».

«Affronteremo la deterrenza e la difesa collettiva, l’innovazione e la tecnologia e l’adozione accelerata di nuove capacità di difesa», ha aggiunto.

Dragone ha inoltre richiamato il «comportamento sconsiderato della Russia» osservato «nelle ultime settimane e negli ultimi mesi», citando «violazioni dello spazio aereo, incidenti con droni, attività ibride e tentativi di mettere alla prova la determinazione degli Alleati». «La NATO resta vigile. La NATO resta pronta. E la NATO farà ciò che è necessario per difendere ogni centimetro del territorio alleato», ha affermato.

Dalla riunione è arrivato tra l’altro anche un messaggio diretto e unitario all’industria della difesa, spiega la NATO : «Gli Alleati sono pronti ad acquistare su larga scala» e «l’industria deve essere in grado di consegnare con rapidità, su larga scala e in modo prevedibile», fa sapere l’Alleanza.

(SWI)

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