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Le basi americane in Europa nel mirino e lo scudo della NATO : la mappa della nuova minaccia iraniana

(Roma, 19 agosto 2026). Cipro e Bulgaria tra i possibili obiettivi di Teheran. AEGIS, Patriot e SAMP/T compongono la rete chiamata a intercettare i missili balistici diretti verso l’Europa

L’Iran starebbe valutando la possibilità di colpire siti o infrastrutture militari statunitensi in Europa utilizzando il suo arsenale di missili balistici a più lungo raggio qualora il conflitto dovesse riacutizzarsi.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, che cita fonti interne al regime, l’Iran potrebbe attaccare basi militari in Bulgaria o a Cipro, aumentando così la portata delle azioni di rappresaglia, finora concentrate principalmente sul Medio Oriente.

Entrambi i Paesi ospitano basi militari che hanno fornito truppe e attrezzature agli Stati Uniti: in Bulgaria uno scalo aereo è stato utilizzato come punto di appoggio per le aerocisterne dell’U.S. Air Force utilizzate per rifornire i cacciabombardieri durante le azioni militari, mentre a Cipro è presente una base aerea inglese utilizzata anche dalle forze aeree statunitensi durante la campagna bellica cominciata lo scorso 28 febbraio.

L’Iran potrebbe avere missili balistici in grado di colpire buona parte d’Europa

Durante la guerra l’Iran pare sia riuscito a lanciare due missili balistici contro la base aerea di Diego Garcia, a circa 4mila chilometri di distanza nell’Oceano Indiano meridionale, dimostrando così la sua supposta capacità di colpire buona parte d’Europa.

Tuttavia, gli analisti ritengono che la maggiore gittata comporterebbe una testata di dimensioni inferiori, riducendo i potenziali danni, inoltre da quanto sappiamo, uno dei due vettori utilizzati in quella occasione sarebbe precipitato in mare prima di terminare il suo volo prestabilito, evidenziando pertanto lacune tecnologiche tra cui anche la precisione, mentre l’altro sarebbe stato intercettato dalla difesa antimissile, probabilmente da un cacciatorpediniere AEGIS di classe Arleigh Burke.

Per il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare, anche se “tecnicamente non è impossibile” per l’Iran “raggiungere l’Europa con testate balistiche”, la vera perplessità “riguarda la precisione degli attacchi e quindi la possibilità di colpire installazioni statunitensi o altri obiettivi circoscritti. Non a caso uno dei quattro risultati che Trump ha dichiarato a suo tempo di voler conseguire – e non conseguito come nessuno degli altri- era la capacità missilistica di Teheran sempre più insidiosa e profonda. Evidentemente il regime ha percepito la inattendibilità delle minacce statunitensi, la debolezza di Trump e l’incapacità di uscire dalla nassa in cui con la spinta di Israele, gli Usa si sono infilati”

Le medesime fonti interne al regime citate nell’articolo del Financial Times hanno anche sollevato la possibilità che l’Iran possa danneggiare i cavi in fibra ottica che corrono sul fondale dello Stretto di Hormuz, il che potrebbe compromettere significativamente le telecomunicazioni.

Una fonte ha affermato inoltre che l’Iran non avrebbe “alcun limite” nella sua risposta a un eventuale attacco statunitense. “Se gli Stati Uniti si spingessero troppo oltre, l’Iran si difenderebbe a qualsiasi costo, estendendo la sua azione oltre la regione e colpendo anche l’Europa”, si legge nella citazione. “Questo è stato anche un messaggio all’Europa: può essere colpita da missili, quindi deve sapere quale posizione deve assumere in questa guerra”, si legge ancora. “Un errore molto grave, come colpire le nostre infrastrutture, potrebbe far sì che la guerra si estenda oltre la regione e raggiunga l’Europa”.

La minaccia missilistica iraniana

L’attacco missilistico iraniano contro Diego Garcia dello scorso marzo confermerebbe le capacità missilistiche di lungo raggio iraniane, prima d’ora solamente ipotizzate: data la distanza dall’Iran, i vettori rientrano nel campo degli IRBM (Intermediate Range Ballistic Missile), ovvero di quei missili con una gittata compresa tra i 3mila e i 5500 km. L’Iran è noto aver sviluppato almeno un missile di questo tipo: il “Khorramshahr”. Questi, anche noto come “Khorramshahr-4”, è un derivato del missile balistico nordcoreano a raggio intermedio “Musudan” o BM-25, che avrebbe una gittata massima stimata in 4mila km e un carico bellico compreso tra i 1500 e i 1800 chilogrammi.

Teheran ha sempre indicato la gittata del “Khorramshahr” pari a 2mila chilometri, molto probabilmente perché il vettore è stato modificato riducendone le dimensioni. L’azione contro Diego Garcia potrebbe invece far pensare che l’Iran abbia sviluppato una versione molto più simile al vettore nordcoreano, mantenendone quindi la gittata massima stimata. Il “Khorramshahr” sarebbe il primo missile nella storia della Repubblica Islamica ad essere dotato di MIRV (Multiple Independently-targetable Reentry Vehicle), ovvero potrebbe essere equipaggiato con testate multiple.

L’Europa non è indifesa contro i missili balistici iraniani

Pertanto, sulla carta l’Iran sarebbe in grado di poter colpire l’Europa con almeno una classe di missili balistici, ma la NATO ha sviluppato nel corso dei decenni un sistema integrato di difesa antimissile proprio per ovviare a questa minaccia.

In Romania, come anche in Polonia, ad esempio, è presente il sistema AEGIS Ashore che utilizza i missili antimissile SM-3/6 per colpire i vettori a raggio medio e intermedio. Inoltre, la difesa aerea può contare su numerose batterie di missili Patriot o SAMP/T in grado di poter affrontare questa minaccia, integrati dai cacciatorpediniere statunitensi Arleigh Burke presenti nel Mediterraneo Orientale che, peraltro, sono già entrati in azione contro i vettori iraniani che hanno sorvolato la Turchia.

Proprio l’Alleanza Atlantica ha fatto sapere oggi di essere pronta a “fronteggiare qualsiasi minaccia” rivolta ai propri membri, e che “farà sempre ciò che è necessario per difendere tutti gli alleati”. Lo ha dichiarato un funzionario della NATO alla Cnn in risposta proprio a quanto riportato dal Financial Times. “Come dimostrato all’inizio di quest’anno, quando le difese aeree della NATO hanno intercettato con successo missili balistici diretti in Turchia dall’Iran in quattro diverse occasioni, la nostra postura di deterrenza e difesa è forte ed efficace”, ha evidenziato ancora l’anonimo funzionario dell’Alleanza.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, interpellato dall’Adnkronos, ha commentato l’indiscrezione del Financial Times affermando che “finora l’Iran ha usato il caos e l’allargamento del conflitto come tattica. Se si ragiona secondo questa logica, allora può fare qualunque cosa, persino attaccare la Cina, che è chiaramente un’ipotesi irreale. Ed è proprio per questo che non ha senso suggerirgli scenari o comportamenti. Significa, semplicemente, che considero ciò che ha scritto il Financial Times una cosa a cui loro non avevano pensato”.

Più concreta e potenzialmente dirompente è invece, secondo il nostro giudizio, la minaccia iraniana ai cavi sottomarini: una troncatura di tutti quelle connessioni passanti per Hormuz potrebbe mettere in crisi gli assetti finanziari degli Stati del Golfo.

Di Paolo Mauri. (Il Giornale)

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