(Roma, 26 luglio 2026). L’Ucraina colpisce una nave iraniana nel Mar Caspio : per Kiev le due guerre sono una sola, Zelensky alla Casa Bianca martedì
L’Ucraina alza ulteriormente l’asticella dei suoi attacchi e li estende fino al Mar Caspio e contro l’Iran, Paese accusato di sostenere l’aggressione militare russa. Nella strategia dei colpi in profondità, la notte tra il 25 e il 26 luglio ha segnato un ulteriore salto di qualità: il Servizio di Sicurezza Ucraino (Sbu), l’intelligence interna del Paese specializzatasi in questi anni in operazioni clamorose e ad alto rischio, ha annunciato l’attacco contro una nave iraniana nel Mar Caspio accusata di eludere le sanzioni internazionali e di trasportare strumentazione militare destinata a Mosca.
L’Sbu ha comunicato su Telegram che l’offensiva, condotta con droni, si inseriva in una più vasta operazione di martellamento che ha contribuito a mettere nel mirino anche una motovedetta russa e un impianto petrolifero. Di queste ultime mosse mancano conferme Osint, mentre sul fronte della nave iraniana colpita è da registrare la veemente reazione iraniana, con il Ministero degli Esteri di Teheran che ha denunciato l’uccisione di un marinaio nel raid.
Un salto di qualità dei raid
La mossa segna un salto di qualità notevole nel conflitto e lascia pensare che da parte dell’Ucraina il messaggio sia chiaro: si intende ammiccare agli Stati Uniti, impegnati nel rinnovato confronto con Teheran, mostrando le capacità combattive di Kiev, mettendo nel mirino il loro avversario e provando a presentare le due guerre, quella calda in Ucraina e quella nuovamente in riscaldamento nel Golfo, come … lo stesso conflitto.
L’azione in un teatro inedito da parte dell’Ucraina parla da sé e segna un precedente. Fino ad oggi, infatti, non si avevano notizie di precedenti operazioni di larga scala dell’Ucraina nel Mar Caspio né di ingaggi diretti tra il Paese guidato da Volodymyr Zelensky e l’Iran, che negli ultimi anni è stato un partner importante per la Russia aprendo alla fornitura e alla produzione su licenza dei suoi droni. Ed è da sottolineare che la mossa sembra sostenere la strategia Usa, dato che col rinnovato blocco dello Stretto di Hormuz e la ripresa della conflittualità ora nel mirino di Washington ci sono soprattutto le infrastrutture ferroviarie, portuali e di collegamento della Repubblica Islamica.
Il Financial Times ricorda che per l’Iran il Mar Caspio è sempre più importante perché “il corridoio settentrionale consente all’Iran di importare merci dagli Stati che vi si affacciano” e consente “di ricevere merci cinesi trasportate via terra su rotaia attraverso l’Asia centrale, prima di raggiungere i porti sulla costa del Mar Caspio”. La frequenza dell’utilizzo della rotta marittima del Caspio per i traffici militari russo-iraniani era stata confermata da tempo da analisi di Lloyd’s List Intelligence e del Caspian Policy Center. Appare chiaro che la percezione di sicurezza giocasse un ruolo nella sua scelta come linea di congiunzione prioritaria per scambi di questo tipo. Oggigiorno l’Sbu, con i suoi attacchi a lungo raggio, mostra la precarietà di questa linea in caso di conflittualità avanzata e complementa gli attacchi compiuti in precedenza dagli Usa sulle reti infrastrutturali dell’Iran, a loro volta strategiche per la connettività euroasiatica.
Zelensky alla Casa Bianca sull’onda lunga dei raid
Il raid, solo l’ultimo di una lunga serie a cui l’Sbu ha abituato dal 2022 a oggi (con picchi come l’Operazione Spiderweb contro i bombardieri nucleari russi del giugno 2025), avviene pochi giorni dopo che Yevhen Khmara, alla guida del servizio interno dall’uscita di scena di Vasyl Malyuk a gennaio, era stato spostato alla carica di Ministro della Difesa ad interim dopo l’uscita dal governo di Mykhailo Fedorov, venendo sostituito la scorsa settimana dal generale Oleksandr Poklad. L’avvicendamento ai vertici non sembra però aver influito sulle capacità operative della struttura dell’Sbu, che resta capace di azioni notevoli ed è una spina nel fianco per Mosca.
L’attacco arriva poi poche ore dopo che Zelensky aveva denunciato la presenza di una mano spionistica russa dietro i colpi iraniani contro gli Usa nel Golfo, e lascia pensare che per Kiev, oggi, mostrarsi robusta e capace di infliggere danni ai suoi avversari possa essere ritenuto da Zelensky politicamente utile.
Come interpreterà la Casa Bianca del presidente Donald Trump questa manovra, in una fase in cui sembra esserci stallo nel possibile negoziato russo-ucraino e in cui la guerra Usa-Iran riprende, per quanto a minore intensità rispetto a febbraio-aprile? Se ne parlerà, con ogni probabilità, nel meeting Zelensky-Trump alla Casa Bianca il prossimo 28 luglio. Il presidente ucraino giungerà da Trump dopo essere andato ai funerali del Senatore Lindsey Graham e il giorno dopo che da The Donald sarà passato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, leader che sull’indebolimento dell’Iran ha, come noto, costruito ben più di una strategia. E potrebbe dunque guardare con attenzione alle mosse di un’Ucraina divenuta strategica su più teatri.
Di Andrea Muratore. (Inside Over)