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Iran, bombe sul più grande giacimento di gas al mondo. Tutte le conseguenze sui prezzi del carburante

(Roma, 18 marzo 2026). Ira del Qatar che condivide il complesso petrolchimic

« Colpire le infrastrutture energetiche rappresenta una minaccia per la sicurezza globale, per la popolazione e per l’ambiente ». È di un furioso ministro degli esteri del Qatar il commento arrivato subito dopo il violentissimo raid israeliano – in coordinamento con gli Stati Uniti (anche se le fonti americane sono contraddittorie) – che questa mattina ha colpito il giacimento di South Pars in Iran, in parte di proprietà anche del Qatar, che possiede alcuni impianti a largo delle sue coste.

Raffinerie e impianti colpiti

Raffinerie statali di gas colpite, serbatoi e impianti di raffinazione collegati al campo offshore di gas in fiamme: un attacco alla più grande riserva di gas conosciuta al mondo.

« L’oscillazione del conflitto si è spostata verso una ‘guerra economica su larga scala’, che segna una nuova fase delle equazioni di guerra », è la dichiarazione arrivata da Teheran.

Ripercussioni regionali

Nonostante non sia stata registrata nessuna fuoriuscita di sostanze tossiche, il fumo nero dovuto alla combustione di materiali petroliferi ha avvolto l’area per diverse ore e le ripercussioni si sono subito sentite nei paesi vicini: in Iraq, già al collasso e che dipende dall’Iran per il 40% del suo fabbisogno energetico, le forniture si sono interrotte. Teheran ha infatti dirottato il gas verso il proprio mercato interno, visto che da South Pars arriva il 70% del gas naturale consumato nel paese.

Prezzi del petrolio e crisi energetica

Soprattutto in un attimo i prezzi del petrolio sono schizzati alle stelle, con il Brent che viaggia a sfiorare i 110 dollari al barile. Nonostante gli appelli alla de-escalation, la guerra in Medio Oriente diventa sempre più grave, con distruzione, morte e una situazione energetica gravissima, con ripercussioni su tutto il mondo.

Avvisi e evacuazioni

L’Iran continua nella sua rappresaglia e ha emesso un avviso di evacuazione per diverse infrastrutture petrolifere in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, affermando che sarebbero state colpite da attacchi nelle prossime ore.

Reazioni e manifestazioni

Intanto piange l’uccisione dei membri dell’establishment: una folla imponente, per l’ennesima volta, è scesa in piazza sfidando i continui raid, per commemorare l’uccisione del capo del Consiglio di Sicurezza Larijani e del leader dei Basij Soleimani. Questo nelle stesse ore in cui veniva annunciata la morte anche del ministro dell’Intelligence Ismail Khatib in un altro raid israeliano, confermato dal ministro della Difesa Katz.

Un messaggio di condoglianze – ancora una volta un testo scritto – è arrivato dalla Nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei: « Gli anti-islamisti devono comprendere che versare questo sangue ai piedi dell’albero del sistema islamico non fa che rafforzarlo. E naturalmente, ogni sangue ha un prezzo che i criminali assassini dei martiri dovranno presto pagare ».

Di Carla Rumor. (TG LA7)

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