Il capo dell’amministrazione regionale di Kiev, Timur Tkachenko, ha avvertito via Telegram che sulla città stanno arrivando droni da ‘diverse direzioni’ e che esiste «la minaccia di un attacco in più fasi», il Kyiv Independent riporta che molti abitanti della capitale ucraina si sono rifugiati nelle stazioni della metropolitana, e c’è chi ha persino montato tende in previsione di una lunga notte. «Stiamo registrando la caduta di detriti nei quartieri di Desniansky e Shevchenkivsky», ha aggiunto Tkachenko. Poco prima dell’inizio delle esplosioni, l’Aeronautica militare ucraina aveva avvertito che gruppi di droni russi erano diretti verso Kiev e altre città, tra cui Mykolaiv, Konotop e Kherson.
Poco più di un’ora dopo, l’Aeronautica ha comunicato che ulteriori ondate di droni erano in volo verso la capitale. Qualche ora prima, da Dublino, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva avvertito che la Russia stava «preparando un nuovo attacco massiccio» sull’Ucraina. «Abbiamo informazioni spiacevoli» a riguardo, ha affermato, aggiungendo che in vista dei potenziali raid russi avrebbe lasciato «rapidamente» l’Irlanda, dove ha presenziato all’apertura della presidenza irlandese dell’UE.
Mark Rutte : «Mosca resterà minaccia anche dopo guerra»
«Siamo d’accordo sul fatto che dobbiamo mantenere la pressione sulla Russia : anche quando la sua guerra contro l’Ucraina sarà finita, la Russia resterà una minaccia a lungo termine per la sicurezza euro-atlantica», lo ha dichiarato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, in conferenza stampa da Berlino insieme al cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius.
«Per quanto riguarda la difesa dell’Ucraina, gli Stati Uniti restano indispensabili. Continuano infatti a fornire all’Ucraina importanti mezzi di sostegno. Questi vengono finanziati dai canadesi e dagli europei e penso che sia giusto così», ha aggiunto Rutte spiegando : «Prendiamo ad esempio i missili intercettori per i sistemi Patriot, che proteggono le infrastrutture critiche ucraine: soltanto gli Stati Uniti sono in grado di produrli», «allo stesso tempo, però, è l’Europa a fornire un enorme sostegno, sia economico sia militare». «Basta guardare ciò che fa la Germania sul piano bilaterale, oppure nell’ambito dell’iniziativa ceca per le munizioni, di altre iniziative europee e degli investimenti nell’industria della difesa ucraina. Tutto questo è Europa, ma resta comunque necessario anche il contributo degli Stati Uniti», ha aggiunto Mark Rutte.