(Roma, 25 giugno 2026). L’uomo, noto con il soprannome di “barone della droga” per la sua considerevole ricchezza, avrebbe guidato reti di contrabbando transfrontaliero in collaborazione con trafficanti libanesi
È iniziata oggi la prima sessione del processo contro Ahmad Badr al Din Hassoun, Gran mufti della Siria all’epoca del regime dell’ex presidente Bashar al Assad, deposto l’8 dicembre 2024. Lo hanno riferito i media regionali, secondo cui l’imputato è accusato di aver preso parte a crimini di guerra e crimini contro l’umanità, incitamento all’omicidio e altri reati. Ieri si è svolta invece la prima udienza del processo contro Wassim Badi al Assad, cugino dell’ex capo dello Stato, accusato di aver formato e guidato gruppi armati a sostegno del regime. Altre accuse riguardano la repressione dei civili e il coinvolgimento in violazioni e crimini di arricchimento illecito.
L’uomo, noto con il soprannome di “barone della droga” per la sua considerevole ricchezza, avrebbe guidato reti di contrabbando transfrontaliero in collaborazione con trafficanti libanesi. Nel 2023, il ministero del Tesoro statunitense e l’Unione europea avevano deciso di imporre delle sanzioni contro di lui. Wassim al Assad è stato arrestato in un’imboscata organizzata dall’Ufficio dell’intelligence generale in collaborazione con il ministero dell’Interno siriano il 21 giugno 2025.