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Axios : «c’è l’accordo tra USA e l’Iran. Donald Trump chiede due giorni per valutarlo»

(Roma, 28 maggio 2026). Sul documento manca ancora la firma del presidente degli Stati Uniti. L’intesa prevede, secondo il giornale americano, un’estensione di 60 giorni del cessate il fuoco e l’avvio di negoziati sul programma nucleare iraniano

I negoziatori di Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo su un memorandum d’intesa di 60 giorni per estendere il cessate il fuoco e avviare negoziati sul programma nucleare iraniano. Lo scrive Axios.

Donald Trump è stato informato della bozza di accordo tra Stati Uniti e Iran, ma « ha chiesto un paio di giorni per pensarci ». Lo riferisce sempre il giornale americano, che ha per primo dato la notizia di un’intesa tra i negoziatori, citando un funzionario dell’amministrazione americana.

Fonti dell’amministrazione americana hanno confermato che Stati Uniti e Iran hanno stabilito un quadro per un accordo che prevede un’estensione di 60 giorni del cessate il fuoco, non ancora convalidato da Donald Trump.

L’agenzia Tasnim : « L’accordo con gli Usa non è ancora concluso »

L’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, citando una fonte vicina al team negoziale, afferma che il testo di un potenziale Memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti non è stato ancora finalizzato o confermato.

La fonte afferma che Teheran non ha ancora informato il mediatore pakistano che il testo sia completo e che comunicherà sia al mediatore sia al pubblico un eventuale accordo, aggiungendo che le notizie diffuse dai media occidentali secondo cui l’accordo sarebbe già stato concluso sono false.

Teheran avverte : « Non negoziamo in condizioni umilianti »

« L’Iran non vuole armi nucleari e non tratta in condizioni umilianti, A ribadirlo è stato il presidente Massoud Pezeshkian, citato dall’agenzia Isna. « Non puntiamo alle armi nucleari », ha detto, « i disordini nella regione sono causati da Israele ». Quanto alle trattative in corso, « non negoziamo in condizioni umilianti », ha assicurato.

Gli USA : « Non esistono piani per imporre pedaggi a Hormuz »

Il Segretario del Tesoro americano, Scott Bessent, ha dichiarato ai giornalisti di aver parlato con l’ambasciatore dell’Oman e di aver ricevuto assicurazioni che “non esistono piani per imporre pedaggi o tasse di transito nello Stretto di Hormuz”.

Esplosioni nello Stretto di Hormuz

L’agenzia di stampa iraniana Mehr riferisce che le forze armate iraniane hanno sparato colpi di avvertimento contro quattro imbarcazioni vicino allo Stretto di Hormuz. Le imbarcazioni stavano « tentando di attraversare lo stretto senza coordinamento », ha scritto l’agenzia Mehr.

Nella notte nuovo raid USA in Iran

L’esercito statunitense nella notte ha abbattuto quattro droni lanciati dall’Iran e ha colpito un centro di controllo nella città portuale di Bandar Abbas, secondo quanto riportato mercoledì sera dai media statunitensi, che citano fonti anonime. L’attacco a Bandar Abbas ha impedito il lancio di un quinto drone, secondo quanto riportato dalla CNN e dal New York Times, e fa seguito a quelli che l’esercito statunitense ha definito attacchi di « autodifesa » sferrati nella notte tra lunedì e martedì contro siti missilistici iraniani e navi posamine.

Colpito un sito militare iraniano

« Oggi, le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno abbattuto quattro droni d’attacco iraniani a uso singolo che rappresentavano una minaccia nella zona dello Stretto di Hormuz », ha affermato il funzionario, parlando in forma anonima.

« Le forze statunitensi hanno inoltre colpito una stazione di controllo a terra iraniana a Bandar Abbas che stava per lanciare un quinto drone », ha aggiunto il funzionario. I nuovi attacchi arrivano a pochi giorni dall’attacco sferrato dall’esercito statunitense contro diverse postazioni missilistiche e navi posamine nella stessa zona, in quella che i funzionari statunitensi avevano descritto all’epoca come un’azione di « autodifesa ».

Quegli attacchi sono stati visti come un test significativo del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, ma alla fine non hanno provocato una ripresa dei combattimenti su larga scala.Mercoledi’ il funzionario statunitense ha descritto le ultime azioni come « misurate, puramente difensive e volte a mantenere il cessate il fuoco ».

La condanna di Teheran e la risposta militare

Il ministero degli Esteri iraniano condanna quelle che ha definito violazioni del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti dopo gli attacchi alla città portuale meridionale di Bandar Abbas ed ha espresso solidarietà all’Oman dopo che il presidente Donald Trump ha minacciato di « farli saltare in aria ». Il portavoce del ministero, Esmaeil Baqaei, ha affermato che l’Iran « adotterà tutte le misure necessarie per difendere la propria sovranità nazionale » e ha condannato quella che ha definito « la retorica minacciosa dei funzionari americani contro l’Iran e diversi paesi della regione ».

Le forze iraniane hanno aperto il fuoco contro quattro navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dall’emittente statale Irib, lo stesso giorno in cui Washington ha sferrato nuovi attacchi nel sud dell’Iran.

« Quattro imbarcazioni hanno tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz ed entrare nel Golfo Persico senza coordinarsi con le forze di sicurezza », ha scritto l’Irib su Telegram, precisando che l’incidente è avvenuto intorno alle 00:35 ora locale (21:05 GMT di mercoledi’), ma senza fornire dettagli sulle navi.

« Sono state avvertite, ma dopo aver ignorato l’avvertimento, sono stati sparati colpi di avvertimento contro di loro, costringendole a tornare indietro », ha aggiunto.

Pasdaran prendono di mira base USA

« Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno preso di mira una base americana in rappresaglia agli attacchi statunitensi nel sud del Paese », secondo quanto riportato dall’emittente statale iraniana Irib.

« A seguito dell’aggressione di questa mattina da parte delle forze militari statunitensi contro una localita’ alla periferia dell’aeroporto di Bandar Abbas, con l’uso di proiettili aerei, la base aerea americana da cui è partito l’attacco è stata presa di mira alle 4:50 del mattino (01:20 GMT) », hanno dichiarato i Pasdaran, secondo quanto riportato dall’Irib.

Non sono stati forniti dettagli sulla posizione della base, anche se il Kuwait, alleato degli Stati Uniti, ha dichiarato di aver risposto agli attacchi missilistici e con droni di giovedi’ mattina.

La guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha invitato all’unita’ di fronte al nemico che ora, sconfitto, vuole dividere il Paese. « Il piano cieco del nemico dopo la guerra imposta, la pressione economica e l’assedio mediatico e politico e’ creare divisione e frammentazione sociale per compensare le sconfitte sul piano militare e piegare la nazione », ha scritto in un messaggio per l’anniversario dell’inaugurazione della prima Assemblea consultiva islamica e per l’inizio del terzo anno di attivita’ della Dodicesima legislatura.

« E’ quindi necessario che tutti coloro il cui cuore batte per l’Islam e la rivoluzione, o per l’indipendenza e la dignita’ dell’Iran, si impegnino ancora di piu’ nella salvaguardia dell’unita’ di un fronte nazionale compatto e coeso, ed evitino di trasformare divergenze giustificate o ingiustificate in conflitto e divisione, per diventare nelle parole e nei fatti esempio di unita’ e integrazione della nazione », ha esortato l’ayatollah nel testo destinato ai deputati iraniani.

(AGI)

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