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Vladimir Putin. Da Kadyrov a Medvedev: chi sono i falchi dello zar che ora esultano. «È solo l’inizio. Zelensky, scappa»

(Roma, Parigi, 10 ottobre 2022). «Il primo attacco è stato sferrato, ce ne saranno altri», ha scritto su Telegram Medvedev, mettendo nero su bianco la sua idea della guerra contro Kiev

Il nastro di questo film dell’orrore sembra riavvolgersi ai primi giorni dell’invasione russa dell’Ucraina quando le bombe piovevano su Kiev e in moltissimi, in Russia e non solo, davano per scontata la fuga di Volodymyr Zelensky. Ora che la capitale è di nuovo sotto un diluvio di fuoco e uno dei missili è caduto nei pressi dell’ufficio del presidente, i falchi del regime putiniano e i loro fiancheggiatori, dal vicepresidente del Consiglio di sicurezza Dmitry Medvedev al macellaio ceceno Ramzan Kadyrov, alzano ulteriormente il tiro e tifano apertamente per la cancellazione del governo di Kiev. «Il primo attacco è stato sferrato, ce ne saranno altri», ha scritto su Telegram Medvedev, mettendo nero su bianco la sua idea della guerra contro Kiev.

Da Kadyrov a Medvedev, chi sono i falchi i Putin

«Lo Stato ucraino nella sua configurazione attuale, con il suo regime politico nazista, rappresenterà una minaccia costante, diretta e chiara per la Russia. Pertanto, oltre a fornire protezione al nostro popolo e difendere i confini del Paese, a mio avviso l’obiettivo delle nostre future azioni dovrebbe essere il completo smantellamento del regime politico ucraino». Difficile dire se l’obiettivo dell’ «operazione militare speciale» sia proprio questo. Analisti e politici occidentali se lo stanno ancora chiedendo dopo quasi otto mesi di guerra. Medvedev, che non è certo un campione di diplomazia, ha tenuto a precisare che si tratta di una sua posizione personale. Dal governo di Kiev comunque la risposta è arrivata a stretto giro con l’inserimento del vicepresidente del Consiglio di Sicurezza nella sua lista di ricercati.

L’altro falco, il sanguigno Kadyrov, guarda con entusiastica partecipazione l’escalation impressa da Mosca e la scia di sangue civile che gli attacchi di questa mattina alla capitale ucraina hanno lasciato sul terreno. Dopo le voci che nei giorni scorsi lo davano al centro di un complotto con il capo dei mercenari Wagner Evgenij Prigozhin contro il ministro della Difesa Serghei Shoigu per la perdita di Lyman e di altre porzioni di territorio riconquistato dall’esercito di Kiev, ora si dice «soddisfatto al cento per cento del modo in cui l’operazione militare speciale si sta conducendo». E ‘invità il presidente ucraino a fuggire. «Ti avevamo avvertito, Zelensky, che la Russia non aveva ancora iniziato. Smettila di lamentarti come una feccia. Ô meglio che scappi prima di essere colpito. Scappa. Scappa, Zelensky, scappa senza guardare l’Occidente», ha scritto su Telegram. Piace, a Kadyrov, il terrorismo delle parole, oltre che quello sul terreno. Zelensky ha già risposto nei primi giorni dell’invasione che non si sarebbe mosso da Kiev. È ancora lì e molto probabilmente ci rimarrà.

(Il Messaggero)

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