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«Quasi mille arresti»: in Russia scoppiano le proteste anti mobilitazione

(Roma, Parigi, 21 settembre 2022). Secondo la ong russa Ovd-info in tutta la Russia sarebbero fin qui state arrestate oltre 900 persone scese in piazza per protestare contro la mobilitazione parziale per la guerra in Ucraina annunciata da Putin

È stata una giornata a dir poco movimentata in Russia, dove sono state arrestate centinaia di persone scese in piazza per protestare contro la mobilitazione parziale per la guerra in Ucraina annunciata dal presidente Vladimir Putin. Secondo quanto riportato da Ovd-Info, una ong che registra le attività dell’opposizione russa e assiste legalmente i fermati, il numero complessivo avrebbe già raggiunto quasi quota mille persone.

Cosa succede in Russia

Il sito di Ovd-Info mostra agli utenti una diretta testuale, aggiornata in tempo reale, di tutte le violenze registrate in Russia. La medesima Ong sostiene che la polizia russa sia intervenuta in almeno 22 città, nelle quali sarebbero sorte manifestazioni spontanee contro la decisione assunta dal capo dello Stato in relazione alla guerra in Ucraina. La situazione è particolarmente delicata, anche perché è difficile districarsi tra la propaganda contraria a Putin e le effettive violenze operate dalle autorità a danno dei manifestanti.

Nel live si leggono molteplici storie ed è impossibile verificarle. Giusto per fare un esempio, sempre stando al racconto di Ovd-Info, a Mosca, presso la stazione della metropolitana Kitay-Gorod, è stato arrestato Sergei Prostakov, giornalista di Cautela Media. L’uomo sarebbe stato trattenuto utilizzando un sistema di riconoscimento facciale. Pare che non avesse partecipato alle proteste né stesse scrivendo un servizio a riguardo. A Ekaterinburg, le forze di sicurezza avrebbero arrestato una ragazza che gridava « due parole » (presumibilmente « No alla guerra »). Dopo di lei, sarebbe stato arrestato un gruppo di uomini che avrebbe insultato gli agenti di polizia.

Proteste e arresti

Le tensioni non hanno risparmiato Mosca e San Pietroburgo, le due metropoli che accolgono il nucleo principale della classe media russa. A San Pietroburgo, vicino alla cattedrale di Sant’Isacco, sarebbero iniziati gli arresti di coloro che hanno partecipato a una manifestazione contro un mobilitazione locale. Nella capitale un residente del posto, Lyubov Lukashenko, sarebbe stato arrestato nella metropolitana e portato al dipartimento di polizia del distretto di Troparevo-Nikulino. La sua detenzione è probabilmente legata al sistema di riconoscimento facciale e alle richiamate proteste. Storie del genere sembrerebbero essere soltanto la punta dell’iceberg.

Novaya Gazeta Europa ha invece scritto che, a causa del fuso orario, le prime manifestazioni e i primi fermi sarebbero avvenuti in città situate nell’Estremo Oriente russo e in Siberia. Citando canali Telegram locali, il sito ha spiegato che una sessantina di persone si sono radunate a Irkutsk, dove una decina di loro sono state fermate dagli agenti che sono subito intervenuti per disperdere i manifestanti. Tra i 10 e i 15 fermi sono segnalati anche a Tomsk. Piccoli raduni sono segnalati anche a Ulan-Ude e Yakutsk, entrambe città dell’Estremo oriente.

Nel frattempo, la mobilitazione militare parziale anticipata da Putin ha fatto scattare la corsa agli acquisti online di biglietti aerei per lasciare la Federazione Russa. Secondo Google Trends, le ricerche online in Russia con le parole « biglietti » e « aerei » sono più che raddoppiate da quando il capo del Cremlino ha fatto il suo annunci. La richiesta « lasciare la Russia » è stata fatta 100 volte più del normale. I biglietti per i voli diretti verso destinazioni vicine come Armenia, Georgia, Azerbaijan e Kazakhstan sono al competo per oggi, secondo il sito Aviasales.

Di Federico Giuliani. (Il Giornale)

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