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Difesa: la Libia manifesta interesse per gli elicotteri italiani

La Libia avrebbe manifestato interesse non solo per l’acquisto di elicotteri italiani, ma anche per la realizzazione di un impianto di assemblaggio di velivoli sul suo territorio. E’ quanto appreso “Agenzia Nova” da fonti libiche dopo l’odierna vista a Tripoli del presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi. Per il premier italiano si è trattato della prima missione ufficiale all’estero dall’insediamento a febbraio. Accompagnato dal ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, il premier ha incontrato l’omologo del Governo di unità nazionale della Libia, Abdulhamid Dabaiba, e il capo del Consiglio presidenziale libico, Mohammed Menfi. Il progetto industriale includerebbe l’assemblaggio di elicotteri italiani per operazioni legate alla sorveglianza del territorio e al trasporto civile d’emergenza nelle aree interne. I libici stanno da tempo cercando di dotarsi di elicotteri per operazioni di ricerca e soccorso (Sar) e di sorveglianza. Tra il 2006 e il 2010, peraltro, Leonardo (ex Finmeccanica) aveva consegnato alla Libia di Muammar Gheddafi una ventina di elicotteri tra 109, 119 e 139. Vale la pena ricordare che l’ex ministro dell’Interno del Governo di accordo nazionale libico (Gna), Fathi Bashagha, aveva esaminato lo scorso ottobre 2020, nel corso di una visita a Parigi, la possibilità di acquistare dalla compagnia francese Airbus degli aeromobili da “utilizzare nelle operazioni Sar, lotta all’immigrazione illegale, monitoraggio delle coste e delle frontiere, per aumentare le capacità e le abilità di volo della polizia libica », come riferito in un comunicato ufficiale sulla pagina Facebook del dicastero libico. Non solo. La Libia avrebbe chiesto all’Italia di intensificare l’aiuto fornito per la bonifica delle zone minate dalle forze alleate al generale Khalifa Haftar e starebbe pensando di indire gare dedicate alle aziende italiane specializzate. Vale la pena ricordare che da giugno 2020 l’Italia, nell’ambito della Missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia (Miasit), coopera con i libici per sminare un’area estesa per circa 100 chilometri quadrati disseminata di “booby-trap” – trappole esplosive di piccole dimensioni (massimo 10 centimetri di diametro) nascoste nelle bambole per bambini, negli armadi, nelle porte di casa – ma anche di numerose mine antiuomo. Va, inoltre, ricordato che il premier Dabaiba ricopre temporaneamente anche l’incarico di ministro della Difesa. Al presidente Menfi, invece, spetta la nomina dei vertici delle Forze armate. (Agenzia Nova)

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