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Allerta terrorismo in Turchia: in pericolo gli americani a Istanbul

(Roma 24 Ottobre 2020). Con un avviso di sicurezza, emesso venerdì 23 ottobre, l’ambasciata degli Stati Uniti in Turchia ha avvertito di una minaccia terroristica nei confronti degli americani che si trovano nel Paese, soprattutto a Istanbul.

«La missione statunitense in Turchia ha ricevuto informazioni credibili su potenziali attacchi terroristici e rapimenti contro cittadini statunitensi e cittadini stranieri a Istanbul, anche contro il Consolato generale degli Stati Uniti, così come potenzialmente altre località della Turchia», si legge nella dichiarazione dell’ambasciata americana situata nella capitale, Ankara.

L’avviso ha esortato i cittadini statunitensi ad evitare le folle, mantenere un profilo basso e a rimanere vigili nei luoghi frequentati da americani e altri stranieri, inclusi grandi uffici o centri commerciali. I servizi consolari presso le strutture statunitensi in tutta la Turchia sono stati temporaneamente sospesi.

Le autorità turche hanno condannato lo Stato Islamico per una serie di attacchi terroristici avvenuti sul territorio del Paese negli ultimi anni, tra cui due attentati contro la stazione ferroviaria principale di Ankara, in cui sono state più di 100 persone, nell’ottobre 2015. Nel marzo 2016, un sospetto attentato suicida dell’Isis ha ucciso 4 persone, inclusi due americani, in un famoso quartiere dello shopping di Istanbul.

D’altro canto, in Turchia, anche il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, che da anni conduce una rivolta nel Sud-Est del Paese ed è considerato un’organizzazione terroristica da Ankara, Washington e Unione Europea, è stato più volte accusato di attentati contro obiettivi turchi o stranieri.

Nel 2013, un gruppo orientamento marxista leninista, ovvero il Fronte del Partito rivoluzionario di liberazione popolare, si è assunto la responsabilità di un attentato suicida presso l’ambasciata degli Stati Uniti ad Ankara, dove una guardia di sicurezza turca è stata uccisa e molte altre sono rimaste ferite.

Per quanto riguarda l’Isis, uno degli attentati più recenti e mortali in Turchia è stato quello del primo gennaio 2017. In tale occasione, all’1.30 del mattino, ora locale, un 34enne di origini uzbeke e uigure, Abdulkadir Masharipov, ha fatto irruzione nel locale Reina, nota discoteca al centro di Istanbul, e ha ucciso 39 persone, ferendone 69. L’attentatore, che, in un primo momento, era riuscito a scappare, è stato poi catturato in un appartamento di lusso a Istanbul e arrestato dalla polizia turca il 17 gennaio 2017. L’attentato della notte di Capodanno nel nightclub di Istanbul è stato rivendicato il giorno seguente dall’ISIS su Telegram. La matrice terroristica è stata confermata dallo stesso attentatore che, nel corso degli interrogatori con la polizia, ha confessato di aver ricevuto ordini direttamente da Raqqa, in Siria, e di essersi addestrato nei campi di al-Qaeda, in Iraq, prima di affiliarsi il gruppo jihadista e di partire per la Turchia.

In seguito all’attentato al Reina, Ankara ha avviato una serie di operazioni antiterrorismo in tutto il Paese, per smantellare le cellule dell’ISIS operanti nel Paese mediorientale. Tale attività antiterroristica ha portato ad una massiccia operazione, il 9 novembre 2017, quando 165 persone, sospettate di avere legami con lo Stato Islamico, sono state arrestate e 245 mandati di arresto sono stati emessi ad Ankara e nella provincia circostante.

Chiara Gentili. (Sicurezza Internazionale)

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