(Roma, 02 novembre 2026). Nuovi attacchi in sei paesi Ue sabotano i sistemi di refrigerazione. Nel mirino la filiera alimentare europea, con tonnellate di cibo da distruggere
Belgio, Svezia, Irlanda, Estonia, Paesi Bassi, Finlandia e Lussemburgo sono stati vittime di un attacco informatico ai sistemi di refrigerazione di importanti catene di supermercati. Una situazione che, in poche ore, ha costretto centinaia di punti vendita in Europa a chiudere temporaneamente e a gettare nei rifiuti tonnellate di cibo, con pesanti ripercussioni economiche.
In Belgio sabotati 40 punti vendita
Risultano colpiti una quarantina di punti vendita Delhaize in Belgio, dove anche Carrefour denuncia sabotaggi in 15 negozi. Secondo l’Afp, anche Colruyt e Intermarché, già nel mirino poche settimane fa, hanno subito problemi tecnici.
In Lussemburgo i danni risultano limitati ad alcuni punti vendita Delhaize. In Svezia, tra i primi Paesi a lanciare l’allarme questa mattina, è stata colpita la Gdo Ica, una delle maggiori catene del Paese con circa il 33% della quota di mercato. L’azienda ha denunciato che diverse filiali sono state bersaglio di un attacco informatico durante la notte, con la conseguente regolazione da remoto di frigoriferi e congelatori fino a 50 gradi centigradi.
Attacchi informatici anche in Svezia e Olanda
Secondo le informazioni fornite al quotidiano svedese Aftonbladet, sono state coinvolte anche diverse strutture della catena Coop. In Irlanda risultano compromessi i sistemi di 13 supermercati SuperValu. Nei Paesi Bassi invece secondo l’emittente pubblica Nos, non sono stati colpiti i grandi marchi della distribuzione, ma soprattutto piccole aziende e negozi di quartiere.
Anche l’Estonia risulta tra le vittime delle manomissioni ai frigoriferi da remoto. Jann Mutso, responsabile di Kitman Coldtech, azienda produttrice e distributrice di tecnologie per la refrigerazione, ha dichiarato al media estone Err che uno dei suoi clienti è stato attaccato e che si sono verificati anche altri episodi. « Non so ancora con precisione, ma anche altri clienti in Estonia sono stati colpiti, non solo i nostri. È una cosa molto recente, è successo stamattina », ha affermato Mutso. La responsabile della comunicazione di Selver, Mariann Jarvela, ha confermato che l’attacco ha interessato un punto vendita del gruppo. La Finlandia sembra essere finita nel mirino degli hacker. Ieri sera in alcuni negozi K-store sono state riscontrate anomalie di temperatura negli impianti di refrigerazione, ha dichiarato Petri Kayhko, responsabile della sicurezza di Kesko, in una e-mail inviata a HS. Kesko sta indagando sulle cause del problema e, al momento, non si puo’ escludere un’interferenza tramite la rete, ha aggiunto Kayhko.
I precedenti in Francia
Uno scenario che ricorda da vicino quanto avvenuto un mese fa nelle catene della grande distribuzione in Francia, che ebbero ripercussioni anche in Belgio e nei Paesi Bassi. Questo nuovo tipo di sabotaggio è ancora più insidioso dei data breach, perché colpisce direttamente i cittadini di ogni estrazione sociale, trasformando il cibo in uno strumento di conflitto e tensione sociale.
La grande distribuzione nel mirino degli hacker
Non si tratta però di un fenomeno isolato. Negli ultimi anni la grande distribuzione organizzata è diventata un obiettivo sempre più frequente per gruppi criminali e attori ostili, consapevoli dell’impatto immediato che un blocco delle forniture alimentari può avere sulla popolazione. Già in precedenza alcune catene europee erano state costrette a sospendere temporaneamente vendite online, pagamenti elettronici e attività logistiche a causa di intrusioni nei sistemi informatici.
La novità degli attacchi più recenti è però il passaggio dalla compromissione dei dati all’alterazione di infrastrutture fisiche, dai magazzini ai sistemi di refrigerazione. Un’evoluzione che alimenta i timori per la sicurezza delle filiere alimentari europee e per la protezione delle infrastrutture critiche civili.
Di Sara Dellabella. (AGI)