La delusione per non trovare un impiego nonostante la laurea in Economia, la rabbia, zero amici e le ossessioni: ecco cosa avrebbe mosso l’investitore di Modena. Martedì l’udienza di convalida
Salim El Koudri, che nel pomeriggio di sabato ha lanciato la sua auto contro la folla di pedoni sulla via Emilia in centro a Modena, causando 8 feriti di cui 4 gravi, non risponde ai pm e nel carcere di Modena, dove si trova con le accuse di strage e lesioni aggravate, resta in isolamento, guardando la tv, sempre chiuso nel suo silenzio. Davanti ai magistrati avrebbe solo fatto un riferimento a un generico stato di confusione. E di lui parenti e conoscenti restituiscono un ritratto a tinte forti. Dal suo passato, e precisamente dal 2021, emergono nelle quattro e-mail shock inviate ai vertici dell’Università di Modena, dove si era laureato in Economia. « Bastardi cristiani – si legge, – fatemi lavorare ». E ancora « rabbia, scatti d’ira, zero amici e nessuna fidanzata, una vita di ossessioni », dice chi lo frequentava. Un quadro che trova corrispondenze con quel disturbo schizoide di personalità, che era stato diagnosticato al 31enne nel 2022.
« Bastardi cristiani, fatemi lavorare »
« Bastardi cristiani di m…., voi e il vostro Gesù Cristo (scritto in minuscolo) in croce. Lo brucio ». Scriveva così la sera del 27 aprile del 2021 Salim El Koudri in una serie di mail inviate all’indirizzo dell’Università di Modena e in possesso de Il Corriere della Sera. « Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in c… al mondo, dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene », aggiungendo un esplicito « voglio lavorare ».
Lo stato di disoccupazione, dunque, sul tavolo di chi sta studiando la personalità del 31enne che si è lanciato con l’auto a folle velocità sulla folla per le vie del centro di Modena.
La famiglia : « Era pieno di rabbia, passava le giornate in camera »
A confermare la frustrazione per non trovare lavoro è la stessa famiglia: il gesto di Salim potrebbe essere stata una vendetta nei confronti del sistema che, a suo dire, lo emarginava per le sue origini marocchine. A Il Messaggero i parenti sottolineano che il trentunenne, laureato in Economia, viveva in modo isolato. Aveva una passione per i videogiochi e trascorreva intere giornate chiuso nella sua stanza, davanti al pc o alla tv.
I familiari hanno raccontato agli investigatori che il trentunenne era abbattuto e deluso perché, nonostante avesse una laurea in Economia aziendale, non era riuscito a trovare un lavoro adeguato al suo percorso di studi. « Dopo la fine dell’università aveva avuto delle piccole occupazioni, una da operaio, ma da un anno era disoccupato. Era convinto che il motivo per cui non riusciva a trovare un impiego fosse di tipo razziale: sosteneva di non essere stato assunto in diverse aziende perché era straniero », hanno affermato.
Integrazione e religione
Pare che El Koudri frequentasse sporadicamente il centro culturale islamico in provincia di Bologna, a Crevalcore. Gli investigatori hanno ascoltato l’imam, che lo ha descritto come un ragazzo che non sembrava dare problemi. Mentre l’imam del suo comune di residenza, Ravarino, Abdelmajid Abouelala a Il Messaggero ricorda: « Non l’ho mai visto, non frequentava il nostro Centro culturale islamico. E non so nemmeno il motivo per il quale non partecipasse alle nostre iniziative, considerato che i genitori sono stati assidui frequentatori ». « Salim – aggiunge – conduceva una vita a parte, non sapevamo fosse in cura. Eppure la nostra comunità è molto attenta, ci aiutiamo nel momento del bisogno. Mai avuto un problema ».
Le giornate di Salim El Koudri
Come riferisce Il Corriere della Sera, negli ultimi mesi, le giornate di Salim El Koudri erano sempre uguali, scandite dagli stessi rituali. La mattina, prima un passaggio in tabaccheria per acquistare un gratta e vinci da un euro e un pacchetto di sigarini da tre euro, poi al bar. In entrambi i luoghi si parla di lui come di « un tipo strano, ma ultimamente era peggiorato e si era fatto anche particolarmente molesto ».
« Qualche settimana fa si era persino spogliato e, a torso nudo, pretendeva di entrare nel locale, – dice la titolare della tabaccheria. – Le mie dipendenti ormai avevano il panico quando lo vedevano arrivare. Aveva anche degli scatti d’ira e all’improvviso andava via sbattendo con forza la porta ».
I vicini
Anche al bar, il coro è unanime: « Si vedeva subito che era un po’ fuori di testa. Mi chiedeva sempre un caffè macchiato, poi si sedeva in un angolo e restava per ore da solo. Non parlava con nessuno e restava lì a smanettare col telefonino. Non l’ho mai visto in compagnia di qualche amico, di una ragazza. Un solitario totale ».
« Non salutava più nessuno, era nervosissimo – dicono di Salim El Koudri a Il Corriere i suoi vicini. – In continuazione usciva con l’auto, poi tornava indietro e due minuti dopo usciva ancora. Era sempre esagitato e poi c’è un altro particolare: stava perennemente al telefono, urlando in continuazione con qualcuno all’altro capo ». Testimonianze concordanti su un solitario, con un pregresso di cure psichiatriche, che covava qualcosa dentro.
Il disturbo schizoide di personalità
Durante la perquisizione a casa di El Koudri, a Ravarino, nell’hinterland di Modena, gli investigatori hanno trovato le medicine che avrebbe dovuto assumere per curare questo problema psichico diagnosticato, ma sembra che avesse sospeso il trattamento. E ora l’attenzione si concentra sul percorso di cure psichiatriche, intrapreso dal giovane tra il 2022 e il 2024: era stato ricoverato in un centro di igiene mentale a Castelfranco Emilia. Poi era « sparito dai radar ».
« Non aveva dato segni di squilibrio visibile e conviveva tranquillamente in paese, aveva affermato il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, tutti dicono che sembrava all’apparenza un ragazzo normale ».