(Roma, 19 aprile 2026). Lo stretto resta chiuso. «Non possono privarci del nucleare». Vance guiderà la delegazione Usa accompagnato da Witkoff e Kushner
Un nuovo round negoziale tra Usa e Iran con la mediazione del Pakistan potrebbe iniziare martedì a Islamabad, mentre lo Stretto di Hormuz rimane di fatto chiuso e si avvicina la scadenza del cessate il fuoco di due settimane. La delegazione americana, ha annunciato Donald Trump, arriverà nella serata di domani nella capitale del Pakistan per ulteriori negoziati sulla fine della guerra. A guidare il team di Washington sarà di nuovo il vicepresidente JD Vance, accompagnato dai principali collaboratori di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner.
Trump ha ribadito la minaccia di « neutralizzare » le centrali elettriche e i ponti iraniani se Teheran non dovesse accettare un accordo: « Stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole e spero che lo accettino. Se non lo faranno, gli Stati Uniti distruggeranno ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran », ha scritto il presidente Usa su Truth.
Teheran non conferma la sua partecipazione al nuovo giro di colloqui, anzi lascia trapelare tramite l’agenzia di stampa Tasnim vicina ai Pasdaran, che non accetterà di sedersi al tavolo finché permarra’ il blocco statunitense sullo stretto di Hormuz. Una mossa probabilmente tattica. Resta il fatto che il passaggio a Hormuz rimane uno dei nodi più delicati della trattativa. Teheran e Washington si accusano a vicenda di avere chiuso lo stretto in violazione dell’accordo di cessate il fuoco e la via navigabile del Golfo Persico, fondamentale per l’approvvigionamento globale, oggi è a tutti gli effetti bloccata. La situazione di stallo a Hormuz potrebbe essere un possibile fattore scatenante per un nuovo conflitto, qualora i negoziati fallissero. Le forze iraniane impediscono di fatto il passaggio delle navi, mentre la Marina statunitense continua a bloccare i porti iraniani nel tentativo di fare pressione sulla leadership iraniana affinché accetti le condizioni americane per una pace duratura.
Le posizioni sul programma nucleare
Nei giorni scorsi Trump ha ripetuto che l’Iran ha acconsentito a quasi tutte le richieste americane sul programma nucleare. Tesi smentita seccamente dai leader iraniani: Mohammad Bagher Ghalibaf, il capo negoziatore iraniano, ha dichiarato in un discorso televisivo che gli Stati Uniti non sono riusciti a fare pressione sull’Iran tramite ultimatum né a ottenere il sostegno internazionale per la guerra. Ora l’Iran spera di consolidare, attraverso la diplomazia, quelli che i suoi leader considerano successi militari, ha affermato Ghalibaf, che è anche presidente del Parlamento iraniano. Ciononostante, ha aggiunto, l’esercito iraniano è pronto a riprendere i combattimenti in qualsiasi momento.
La questione dello stretto di Hormuz
Venerdì il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato lo stretto aperto alle navi commerciali, a condizione che seguano una rotta designata dall’Iran. L’annuncio è giunto in risposta all’inizio del cessate il fuoco in Libano tra Israele e Hezbollah. Ma meno di un giorno dopo, l’esercito iraniano ha nuovamente rafforzato il controllo sullo stretto, dichiarando che sarebbe rimasto chiuso in rappresaglia per la decisione del Trump di imporre un blocco statunitense alle navi provenienti dai porti iraniani. L’annuncio di venerdì sulla riapertura dello stretto ha fatto registrare uno dei più bruschi cali giornalieri dei prezzi del petrolio nella storia, e i mercati azionari hanno raggiunto massimi storici. Il fatto che la riapertura non sia ancora avvenuta come previsto potrebbe generare nuova volatilità all’apertura dei mercati.
Il fronte libanese
Sul fronte libanese della guerra, nonostante la tregua di 10 giorni in vigore tra Israele e Libano, almeno tre soldati sono stati uccisi nelle ultime 24 ore. Tra le vittime due soldati israeliani e un militare francese delle forze di pace. Hezbollah, accusato di almeno un attacco, ma ha negato qualsiasi coinvolgimento. Anche l’esercito libanese ha accusato Israele di « violazioni » del cessate il fuoco.
Di Massimo Maugeri. (AGI)