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Medio Oriente in fiamme : sottomarino Usa affonda una nave militare iraniana, un missile diretto in Turchia abbattuto dalla NATO

(Roma, 04 marzo 2026). 2.000 obiettivi iraniani colpiti, decine di civili morti in Libano. Trump : «Uccisi tutti i capi». L’Assemblea degli Esperti : «Vicini a scegliere la nuova Guida Suprema»

Israele ha lanciato nuovi attacchi contro Iran e Libano. Al quinto giorno di un conflitto che sta riscrivendo gli equilibri geopolitici e mandando in shock i mercati energetici globali, lo scenario si fa sempre più complesso: le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato il « controllo totale » dello Stretto di Hormuz, minacciando di bloccare una delle rotte petrolifere più vitali del pianeta, attraverso la quale transita un quinto del greggio mondiale. La risposta di Washington non si è fatta attendere; il Presidente Donald Trump ha rivendicato la sistematica neutralizzazione della marina e dell’aeronautica di Teheran, assicurando che le unità della Marina USA sono pronte a scortare le petroliere per garantire la continuità dei flussi energetici.

Nel frattempo è ancora mistero sulla successione di Ali Khamenei, a cui l’Iran si prepara a dire addio in una lunga cerimonia funebre che doveva iniziare oggi, ma è stata subito rinviata. La tempistica delle esequie della Guida Suprema (Rahbar, in farsi) rimane incerta come anche quella della scelta del suo successore: un annuncio in questo momento significherebbe offrire subito un chiaro bersaglio al nemico. Israeliani e americani coi loro raid stanno esplicitamente ostacolando il processo di selezione. Ieri, a Qom, è stato bombardato l’edificio dove si riunisce l’Assemblea degli esperti, l’organismo responsabile dell’elezione della Guida. Uno dei suoi 88 membri, l’ayatollah Ahmad Khatami, ha assicurato alla tv di Stato che la nomina « è vicina ».

Intanto il Libano è diventato il secondo fronte critico di questa guerra totale. Hezbollah, sostenuto da Teheran, ha intensificato il lancio di razzi e droni contro Israele per vendicare la morte di Khamenei. La reazione delle forze di difesa israeliane è stata immediata e perentoria, con « avvisi urgenti » di evacuazione estesi a 16 località nel sud del Paese. Tuttavia, le bombe hanno colpito anche aree precedentemente risparmiate dal conflitto, inclusi edifici residenziali a Baalbek, Aramoun e Saadiyat, oltre a un hotel nel cuore di Beirut. Il ministero della salute libanese ha riportato la morte di decine di civili, tra cui tre paramedici dell’OMS, mentre l’ONU stima che oltre 30.000 persone siano già state costrette ad abbandonare le proprie case.

(AGI)

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