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Iran, un attacco USA potrebbe durare settimane. Araghchi : «Bozza sul nucleare pronta entro pochi giorni»

(Roma, 20 febbraio 2026). Il ministro degli Esteri ha chiarito che gli Stati Uniti non hanno chiesto all’Iran di azzerare le attività di arricchimento dell’uranio sul proprio territorio durante i negoziati

Se il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, decidesse di procedere con un attacco all’Iran, le sue opzioni spazierebbero da attacchi mirati a operazioni che potrebbero durare settimane. Lo riferiscono fonti militari citate dalla “Cnn”, secondo cui alcune delle opzioni includono piani per eliminare i leader di Teheran e sarebbero su scala molto più ampia dei bombardamenti durati alcune ore che hanno preso di mira gli impianti nucleari iraniani nel giugno scorso. In precedenza altre fonti avevano riferito che gli Usa potrebbero essere pronti ad attaccare l’Iran già questo fine settimana, sebbene diversi funzionari statunitensi e diplomatici regionali a conoscenza dei colloqui diplomatici con Teheran non si aspettino che gli attacchi arrivino così presto. Le truppe statunitensi non hanno ancora ricevuto una lista di obiettivi per potenziali attacchi contro l’Iran, segno che Trump non ha ancora autorizzato alcuna operazione militare specifica, secondo un’altra fonte citata dalla “Cnn”, secondo cui il leader della Casa Bianca continua a preferire una soluzione diplomatica.

Ieri, 19 febbraio, il quotidiano “Wall Street Journal” riferiva che il presidente Trump starebbe valutando un primo attacco militare limitato contro l’Iran per costringerlo ad accettare le sue richieste. Il primo passo sarebbe pensato per fare pressione su Teheran affinché raggiunga un’intesa, ma senza arrivare a un’operazione su vasta scala che potrebbe provocare una forte ritorsione. L’attacco iniziale, che se autorizzato potrebbe avvenire entro pochi giorni, colpirebbe alcuni siti militari o governativi, secondo fonti informate. Se l’Iran dovesse comunque rifiutare di conformarsi alla direttiva di Trump di porre fine all’arricchimento dell’uranio, gli Stati Uniti risponderebbero con una campagna più ampia contro strutture iraniane, potenzialmente mirata a rovesciare il regime di Teheran.

La bozza dal lato iraniano di un possibile testo di accordo sul nucleare con gli Stati Uniti sarà pronta “nei prossimi due o tre giorni”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un’intervista all’emittente statunitense “Msnbc”, spiegando che dopo i colloqui di Ginevra mediati dall’Oman e svolti il 17 febbraio, il prossimo passo è presentare una bozza di accordo alla controparte Usa. “L’unica soluzione per il programma nucleare iraniano è la diplomazia”, ha dichiarato Araghchi, spiegando che nonostante gli attacchi agli impianti nucleari condotti in passato, il programma non è stato distrutto, “perché è stato sviluppato da noi stessi e dai nostri scienziati. Questa tecnologia ci appartiene e non può essere distrutta con bombardamenti o azioni militari”. “Se qualcuno cerca una soluzione per il programma nucleare iraniano e vuole assicurarsi che questo rimanga pacifico, l’unica via è la negoziazione e la soluzione diplomatica. “Siamo pronti per la pace, pronti per la diplomazia, tanto quanto siamo pronti a difenderci”, ha chiarito.

Nella stessa intervista, Araghchi ha chiarito che gli Stati Uniti non hanno chiesto all’Iran di azzerare le attività di arricchimento dell’uranio sul proprio territorio durante i negoziati svoltisi a Ginevra questa settimana. Nel corso dei colloqui, ha detto Araghchi, le parti hanno discusso “misure che possano dimostrare agli Stati Uniti che il nostro programma nucleare è esclusivamente a fini pacifici”. Il capo della diplomazia di Teheran ha precisato che Washington non avrebbe avanzato una richiesta formale di “arricchimento zero” dell’uranio in territorio iraniano. Le dichiarazioni si inseriscono nel quadro delle crescenti pressioni degli Stati Uniti sull’Iran perché accetti un accordo sul programma nucleare.

(Nova News)

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