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Iran : sessione parlamentare con il ministro degli Esteri e il capo di Stato maggiore, focus sui negoziati con gli USA

(Roma, 09 febbraio 2026). Il presidente del parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che « la diplomazia e il terreno non sono correnti o gruppi separati » e ha esortato a tenere « una capacità unica e coesa » al servizio della Repubblica islamica

L’Assemblea consultiva islamica (il parlamento iraniano noto come Majlis) ha tenuto questa mattina una sessione a porte chiuse per discutere i negoziati con gli Stati Uniti, dopo i colloqui indiretti che si sono svolti venerdì 6 febbraio in Oman. Secondo quanto riportato dai media statali, alla sessione hanno partecipato il capo di Stato maggiore delle forze armate, Abdolrahim Mousavi, e il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. Nel corso della riunione, riporta l’agenzia di stampa “Tasnim”, il presidente del parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che “la diplomazia e il terreno non sono correnti o gruppi separati” e ha esortato a tenere “una capacità unica e coesa” al servizio della Repubblica islamica. Ghalibaf ha esortato a mantenere la cautela nei confronti degli Stati Uniti, “un nemico con una storia di violazioni, inganni e inaffidabilità”, invitando a “tenere in considerazione seriamente questi precedenti” nelle decisioni. Le trattative, ha continuato, “devono essere condotte da una posizione di forza e autorità, e la salvaguardia dell’industria nucleare del Paese come linea rossa non negoziabile deve essere un punto di attenzione per il team diplomatico”, ha concluso.

Dopo i colloqui a Mascate, Mousavi aveva affermato che l’Iran non avvierà alcun conflitto, ma risponderà “in modo rapido e decisivo” a qualsiasi azione militare contro il Paese, infliggendo “perdite irreparabili” ai responsabili. In dichiarazioni rilanciate dall’agenzia di stampa iraniana “Fars” e riprese dal portale “Al Arabiya”, Mousavi aveva affermato che “qualsiasi atto militare contro l’Iran comporterà costi che non potranno essere compensati”, aggiungendo che “non inizieremo una guerra, ma siamo pienamente pronti a difendere la nostra sicurezza e noi stessi”. Secondo il capo di Stato maggiore, “ogni avventura o azione ostile del nemico è destinata a una sconfitta certa”, con conseguenze che non si limiterebbero al piano strategico, ma si estenderebbero all’intera regione. Mousavi aveva inoltre avvertito che un conflitto imposto all’Iran provocherebbe “gravi perdite anche per chi lo pianifica e lo sostiene”. Mousavi aveva infine sottolineato che le Forze aeree iraniane si trovano “ai massimi livelli di prontezza operativa” e che, in coordinamento con le altre componenti delle Forze armate, sono pronte a reagire “in modo rapido, efficace e risolutivo” a qualsiasi minaccia o errore da parte dell’avversario.

Ieri Araghchi, in conferenza stampa, ha affermato che i colloqui in Oman si sono limitati esclusivamente alla questione nucleare, evidenziando che Teheran ha chiarito di non voler discutere altri temi. Se i colloqui continueranno, ha aggiunto, verteranno sempre sullo stesso argomento. Tuttavia, ha aggiunto, Teheran esclude di accettare di azzerare il proprio arricchimento di uranio. Secondo il ministro, le discussioni si dovrebbero concentrare sulla fiducia che le attività nucleari iraniane manterranno scopi pacifici. Al momento le due parti stanno verificando a livello interno i risultati delle prime sessioni, ma sarebbero inclini a proseguire. Araghchi ha aggiunto che l’Iran “ha imparato molte lezioni” dai negoziati passati condotti con gli Usa e ora sta entrando in quelli attuali “con gli occhi aperti”, tenendo in considerazione quanto accaduto in precedenza. La sessione di venerdì in Oman, ha aggiunto, è stata “esplorativa” e orientata a costruire “fiducia” tra le parti.

(Nova News)

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