(Roma, 29 luglio 2025). Ora che l’Europa si è inchinata alle pretese degli Usa e, nell’ambito dell’accordo commerciale firmato da Ursula von der Leyen con Donald Trump si è impegnata a un massiccio acquisto di armi americane, può essere interessante dare un’occhiata ai dati sulle spese del Pentagono nel periodo 2020-2024, l’ultimo quinquennio per cui sono disponibili statistiche complete. È un lavoro meritorio ma anche molto ampio che ha fatto il Quincy Institute e che qui proviamo a sintetizzare.
Il periodo in oggetto ha visto il ritiro degli Stati Uniti dall’Afghanistan nel 2021 e il ridimensionamento degli investimenti per la Guerra al Terrore, ma le guerre in Ucraina e in Medio Oriente, nonché l’attenzione posta al riarmo e alle sfide politiche della Cina (Taiwan e non solo), hanno portato notevoli benefici all’industria americana degli armamenti. In soldoni (è proprio il caso di dirlo) nel periodo 2020-2024 le aziende private Usa hanno ottenuto dal Pentagono contratti per 2,4 trilioni di dollari (un trilione = mille miliardi), ovvero più della metà dell’intera spesa discrezionale del Ministero, pari a 4,4 trilioni.
Chi ci ha guadagnato
Nei cinque anni in esame, un terzo di quella pioggia di contratti e di denaro (771 miliardi di dollari) è ricaduta su sole cinque aziende: Lockheed Martin (313 miliardi di dollari), RTX (ex Raytheon, 145 miliardi di dollari), Boeing (115 miliardi di dollari), General Dynamics (116 miliardi di dollari) e Northrop Grumman (81 miliardi di dollari). Il Quincy Institute avanza un interessante paragone: le spese Usa per diplomazia, sviluppo e aiuti umanitari, esclusi gli aiuti militari, sono state nello stesso periodo di 356 miliardi di dollari. Cioè, nel periodo 2020-2024 il Governo Usa ha investito in cinque aziende produttrici di armi il doppio di quanto investito per condurre la propria azione diplomatica in tutto il mondo.
Le guerre sopra citate, in Medio Oriente e in Ucraina, con il relativo trasferimento di armi prodotte negli Usa, hanno aggiunto profitti alle aziende produttrici. Trasferimenti finanziati con i quattrini dei contribuenti americani, finiti poi nelle casse di aziende private. Gli aiuti militari Usa a Israele hanno superato i 18 miliardi di dollari solo nei primi dodici mesi dopo le stragi di Hamas dell’ottobre 2023. Gli aiuti militari all’Ucraina, negli anni dall’invasione russa del febbraio 2022 a oggi, ammontano a 65 miliardi di dollari. In più, per i produttori americani di armamenti, ci sono gli incassi derivanti dalla vendita all’estero (per esempio agli alleati europei che poi le hanno girate all’Ucraina) di armi pagate dai Paesi beneficiari: qui si arriva a oltre 170 miliardi di dollari solo per il 2023 e il 2024.
Di Mirko Marchi. (Inside Over)