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Tunisia, 7 giovani partiti per studiare in Russia finiscono in trincea in Ucraina : uno morto, gli altri dispersi

(Roma, 30 ottobre 2026). Almeno sette tunisini arruolati dall’esercito russo dopo arresti e contratti firmati in carcere: uno morto, gli altri dispersi. L’Onu accusa Mosca di tratta da 29 Paesi, il Cremlino non risponde.

Aymen è partito da Sbeitla, cittadina del centro-ovest della Tunisia, l’11 novembre 2022 per studiare amministrazione aziendale in Russia. L’ultimo messaggio vocale arrivato a casa dice che lo mandano al fronte in Ucraina. La sua famiglia è tra quelle che, racconta France 24, hanno cominciato a far sentire la loro voce: uomini partiti «per lavoro o per studio» e finiti in trincea, dei quali non si sa più nulla.

Dietro le storie tunisine c’è un quadro che l’Onu ha messo nero su bianco il 26 ottobre. La Commissione d’inchiesta indipendente sull’Ucraina accusa le autorità russe di avere «trafficato persone da 29 Paesi, usando inganno o coercizione, per arruolarle nelle forze armate russe». Secondo i dati dell’intelligence ucraina presentati questa settimana, quasi 46.000 stranieri di 151 Paesi hanno firmato un contratto con l’esercito di Mosca, 5.451 dei quali africani.

Il percorso di Aymen lo ha ricostruito Inkyfada, testata investigativa tunisina. In Russia il ragazzo era stato assegnato alla regione di Voronezh, non lontano dal confine ucraino, e lavorava nei campi. Poi l’arresto per droga, mesi di detenzione e un’unica via d’uscita: la firma di un contratto con il ministero della Difesa, in cambio della sospensione delle accuse. Il vocale alla famiglia è arrivato dopo quella firma.

Montassar ha seguito la stessa strada. Partito nel 2021 per un corso di informatica, arrestato pochi mesi dopo, sempre per droga, ha passato in carcere un periodo che i parenti descrivono fatto di «pressioni e violenze». Il contratto porta la data del 2025, l’ordine di servizio lo assegna a un’unità vicino al confine. Dal fronte ha mandato un messaggio: parla di cieli pieni di droni e di trincee. Sono almeno sette i tunisini arruolati dall’inizio della guerra, secondo un rapporto di febbraio dell’ong ginevrina INPACT: uno è morto, gli altri risultano dispersi.

Il rapporto dell’ONU

La Commissione ha raccolto 245 testimonianze di ex combattenti, prigionieri e familiari, uomini tra i 18 e i 60 anni. Il copione si ripete: un’offerta di lavoro come autista, meccanico, guardia o muratore; un contratto in russo che nessuno capisce; il sequestro di passaporto e telefono. Chi rifiutava veniva minacciato di morte. Gli stranieri sono impiegati negli assalti, e i droni li sorvegliano perché non si ritirino.

I numeri crescono in fretta. Dal Burundi sono arrivati 699 reclutati tra gennaio e settembre, contro 30 in tutto il 2025; dallo Zimbabwe 530 contro 65. Il Quartier generale ucraino per i prigionieri conta 16.200 stranieri entrati nell’esercito russo nei primi nove mesi del 2026. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha lo aveva detto già a novembre dell’anno scorso: «Firmare un contratto equivale a firmare una condanna a morte».

Mosca nega di arruolare africani in modo illegale. L’ambasciata russa in Kenya ha sostenuto che gli stranieri hanno il diritto di arruolarsi da volontari; il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov non ha risposto alle domande sui dati dell’intelligence ucraina. Il ministero degli Esteri tunisino, al momento, non ha preso posizione pubblica sui casi.

Altri governi africani lo hanno fatto. L’ambasciata ugandese a Mosca ha scritto al proprio ministero per segnalare 27 connazionali morti o presunti tali. Il Kenya, dove i servizi parlano di oltre mille cittadini, ha mandato il ministro degli Esteri Musalia Mudavadi a protestare nella capitale russa. Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha denunciato 17 connazionali tra i 20 e i 39 anni attirati «con il pretesto di contratti di lavoro remunerativi». La lista delle capitali che chiedono conto a Mosca si allunga di mese in mese, e con essa quella dei nomi senza notizie.

A Sbeitla la famiglia di Aymen aspetta un altro vocale. Dell’uomo partito per studiare amministrazione aziendale restano le accuse sospese, una firma su un contratto in russo e la frase registrata prima di partire per il fronte.

(Notizie Geopolitiche)

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