Likud resta il primo partito ma il blocco dell’opposizione guidato da Gadi Eisenkot è leggermente in testa, senza tuttavia avere la maggioranza di 61 seggi, chiamato a fare i conti con l’exploit dei partiti arabo-israeliani. E’ questa la fotografia che rimandano gli exit poll dopo la chiusura delle urne, in una delle tornate elettorali più combattute e partecipate della storia d’Israele. A testimoniarlo, nero su bianco, c’è l’affluenza alle 22 al 77,7%, la più alta dal 1999, +7,1% rispetto alle ultime elezioni del 2022, quasi 5,7 milioni di votanti su 7,3 aventi diritto.