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Francia, alleanza fra sinistra e Fratelli Musulmani. Trump striglia Macron : «chiudete i confini»

(Roma, 19 ottobre 2026). L’alleanza rosso-verde è ben strutturata in Francia, ma non era mai uscita allo scoperto come è accaduto nei giorni scorsi

Il 15 ottobre scorso l’associazione Studenti musulmani di Francia (EMF) ha pubblicato un comunicato per lanciare la «giornata di mobilitazione» in tutto il Paese, invitando a scendere in piazza il 17 ottobre. Hanno parlato di proteste contro la «repressione governativa» e chiamato studenti, personale educativo e movimenti sociali a unirsi ufficialmente contro lo scarso budget per l’istruzione.

Si è trattato in realtà di un pretesto per scatenare la violenza. Il movimento, secondo il Ministero dell’Interno, è un braccio operativo della Fratellanza musulmana e ha cofondato, nel marzo 2025, Génération Edr insieme a Red Jeunes, Union Syndicale Lycéenne (Usl) e Jeune Garde (sciolta per motivi giudiziari). Génération Edr è sotto procedura di scioglimento per promozione della violenza, si tratta di movimenti di estrema sinistra. I giovani musulmani francesi aderiscono anche al Forum of European Muslim Youth and Student Organisations, citato anche dalla risoluzione del Parlamento europeo in cui si chiede l’inserimento della Fratellanza nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’UE. L’alleanza rosso-verde è ben strutturata in Francia, ma non era mai uscita allo scoperto come è accaduto nei giorni scorsi.

La France Insoumise di Mélenchon ha sostenuto pubblicamente le proteste di questi giorni. I suoi deputati erano persino in piazza con la fascia tricolore per fare da scudo ai violenti, proprio al fianco degli attivisti della Fratellanza e della sinistra antagonista. Tutti pronti a lucrare sulla narrativa dei «musulmani oppressi» e del «proletariato oppresso», sfruttando la crisi economica per trarne un vantaggio politico-elettorale. È il classico schema dell’alleanza islamo-gauchiste, oggi più esplicita che mai. Le proteste sono partite da aree disagiate con un’alta concentrazione di popolazione di origine magrebina e musulmana; nelle marce le bandiere palestinesi primeggiavano su qualsiasi altra insegna, inoltre, non sono mancati partecipanti con hijab e slogan in linea con Hamas.

Sempre il rapporto francese del Ministero dell’Interno di un anno fa ha mappato decine di moschee, associazioni e scuole legate o vicine alla Fratellanza. L’educazione è una priorità della rete islamista in Francia: infatti, sono 21 le scuole private collegate o vicine, 280 le associazioni e circa 139 le moschee. La strategia di lungo termine è l’infiltrazione politica e sociale tramite partiti, associazioni studentesche, sociali ed educative, per poi passare alla violenza aperta quando si vuole ottenere qualcosa di più o creare quel disordine utile ad avanzare richieste attraverso il ricatto. In questo caso, uno degli obiettivi degli islamisti sostenuti dalla sinistra è l’abolizione della legge del 2004 che vieta agli studenti di portare, all’interno degli istituti scolastici pubblici, segni o abbigliamenti con cui ostentano la propria appartenenza religiosa.

Una misura che in Francia non è mai stata digerita dai fanatici, i quali parlano di «islamofobia di Stato». Anche se meno forte, aperta e strutturata, l’alleanza islamo-sinistra è autoevidente anche nelle manifestazioni in Italia, in particolare a Milano, dove, con il pretesto generico del carovita, i cosiddetti maranza hanno messo a ferro e fuoco piazza Duomo e altre vie delle nostre città, saccheggiando negozi e aggredendo le forze dell’ordine.

Una prova italiana di quello che potrebbe accadere in futuro e che stiamo vedendo in Francia, dove è persino stato completamente incendiato un monumento nazionale del 1883, il municipio di Limoges. Decine di chiese sono state vandalizzate, in molte delle quali le statue dei nostri santi sono state decapitate. Nonostante tutto questo, da noi c’è ancora chi nega che questa minacciosa alleanza esista. Mentre il presidente Usa Donald Trump ha twittato: «La Francia sta bruciando! L’immigrazione di persone provenienti da un mondo completamente diverso, persone con odio nel cuore, ha distrutto quel paese un tempo grande. Chiudete le vostre frontiere e riprendete il controllo, prima che sia troppo tardi!».

Nella serata di ieri Macron ha parlato alla nazione: «Stasera proviamo rabbia e vergogna», ha dichiarato il premier francese: «vedere le città, le strade delle nostre città devastate in questo modo è insopportabile». «Chi ha distrutto deve pagare e risarcire e saremo intransigenti coi violenti», ha aggiunto, anche «vietando gli assembramenti», concludendo che «non bisogna confondere rivendicazioni legittime con chi distrugge e saccheggia».

Di Alessandro Bertoldi. (Il Tempo)

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