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C’è l’accordo tra UE e Cina per dimezzare l’import di auto ibride da Pechino

(Roma, 09 ottobre 2026). Sarà facilitato il rilascio delle licenze di esportazione del Dragone per terre rare e magneti permanenti. L’eurocommissario Sefcovic: “L’obiettivo è il riequilibrio delle relazioni commerciali tra le parti”. Nuovi colloqui a marzo 2027

Un accordo di massima è stato raggiunto tra Ue e Cina sull’importazione di veicoli ibridi del Dragone nel mercato europeo. A renderlo noto, al termine di un confronto tra le parti a Pechino, il ministero del Commercio cinese attraverso il « South China Morning Post ». Nel dettaglio, la Cina è disposta a continuare a velocizzare il rilascio delle licenze per l’esportazione di terre rare verso l’Europa, mentre Bruxelles e Pechino proseguiranno i negoziati sulla riduzione dei dazi e sulla definizione di accordi relativi ai prezzi minimi, che consentirebbero ai veicoli elettrici cinesi di accedere al mercato Ue con un’aliquota doganale ridotta. Sedici i punti dell’intesa che riprenderà per ulteriori approfondimenti il prossimo marzo 2027. “Dopo intense consultazioni, le due parti hanno raggiunto un’intesa sul commercio di veicoli ibridi in modo conforme alle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio”, spiega una nota.

Il commento di Maros Sefcovic, eurocommissario al Commercio, che ha partecipato al vertice : “Questo è l’inizio. Ho apprezzato molto l’impegno del ministero cinese a lavorare assieme all’Ue sul bilanciamento delle relazioni commerciali. L’intesa riguardante le auto ibride con Pechino apre la prospettiva di ridurre di oltre la metà le esportazioni cinesi”. Nelle settimane precedenti, i negoziati erano stato caratterizzati da forti tensioni. L’eurocommissario aveva infatti inizialmente chiesto a Pechino di porre un tetto volontario del 15% alla quota di mercato delle esportazioni di auto ibride in Europa, minacciando l’introduzione di tariffe unilaterali e quote restrittive per evitare la deindustrializzazione del Vecchio continente. Intenzione subito respinta dal Dragone che l’ha definita come contraria alle norme Wto. Restano ora aperti i tavoli paralleli per risolvere le dispute sui dazi europei legati alle auto 100% elettriche.

L’offerta ibrida cinese, al centro dell’intesa, ha trovato l’apprezzamento dei consumatori europei, segnando un costante aumento della quota di penetrazione. Particolarmente interessati sono marchi come Byd e Geely, pronti comunque ad avviare produzioni proprie in Europa e, in quel caso, chiamati a rispettare, una volta in vigore, gli obblighi del “Made in Europe” del 70 per cento.

Di Pierluigi Bonora. (Il Giornale)

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