(Roma, 31 maggio 2026). Un luogo conteso da 900 anni che permette di controllare l’intera via di accesso tra il Libano e Israele
Vi sono luoghi sulla Terra che hanno segnato la storia e non hanno mai conosciuto la pace. Come il castello di Beaufort, arroccato a 700 metri di altezza sul fiume Litani, nel Libano meridionale, conteso da quasi 900 anni. Oggi, 31 maggio 2026 è il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ad annunciare che la rocca è in mano israeliana. « Questo è un messaggio chiaro ai nostri nemici: chi minaccia i cittadini di Israele perderà i suoi beni strategici uno dopo l’altro. Rendo omaggio ai combattenti del Golani e a tutti i combattenti dell’Idf che hanno scritto un altro capitolo di eroismo israeliano nel luogo in cui i nostri eroi sono caduti per la patria. La campagna non è ancora finita. L’Idf è forte, e noi tutti siamo determinati a schiacciare la forza di Hezbollah e a completare la missione: garantire la sicurezza ai residenti del Nord ». Ha scritto Katz su X.
La storia millenaria del castello
Il castello di Beaufort in Libano è una fortezza crociata situata a sud, nel governatorato di Nabatiye. Il nome gli è stato dato dai crociati che lo occuparono nel XII secolo. In arabo, il nome Qal’at al-Shaqīf significa « castello dell’alta roccia » dato che si trova su una collina a 700 metri d’altezza. A conquistare l’altura fu 1139 il re crociato Folco d’Angiò. Poco dopo su quello sperone fece costruire il castello che, in omaggio al nuovo signore franco, fu ribattezzato ‘Beau Fort’ (Bella fortezza) come è ancora noto. Saladino riuscì a strapparlo ai nemici nel 1190 dopo un assedio di due anni, ma 50 anni dopo i crociati lo ripresero e nel 1260 lo vendettero ai Templari che però non ne godettero a lungo. Nel 1268 l’allora sultano mamelucco Baibars lo espugnò una volta per tutte.
Seguirono secoli di declino, con gli ottomani che lo distrussero in parte fino a un terremoto che nel 1837 che inflisse ulteriori danni. Diventato rifugio di pastori, il castello – o ciò che ne rimaneva – tornò all’antico ruolo strategico, per la sua posizione che permette di controllare visivamente e militarmente un’ampia area di confine fra Libano e Israele. A partire dagli anni Settanta del secolo scorso, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) ne fece una base militare.
Il ritorno in mani israeliane
Allo scoppio della guerra del 1982, e all’invasione israeliana, Beaufort divenne teatro di una battaglia violentissima, cui il ministro della Difesa Israel Katz non ha mancato di fare riferimento nell’annunciare oggi la ‘reconquista’. Durante i 18 anni di occupazione israeliana, Beaufort fu più volte attaccato dall’Olp e da Hezbollah. Fino al ritiro israeliano nel maggio del 2000. Prima di andarsene, gli israeliani minarono in parte la fortezza per renderla non più utilizzabile. Negli anni successivi il castello fu restaurato e divenne sito storico. Ma, quando Israele ha dichiarato guerra a Hezbollah, nel 2024, la rocca è stata di nuovo presa di mira più volte.
Gli appelli dell’Unesco caduti nel vuoto
A poco sono valsi gli appelli a preservarlo arrivati dall’Unesco, che l’anno scorso l’ha inserito nella lista provvisoria dei siti patrimonio dell’umanità. E da oggi a Beaufort sventola una nuova bandiera, quella di Israele.
Di Daniela Comirato. (TG LA7)