(Roma, 08 aprile 2026). La maggior parte dei siti si trovava «nel cuore della popolazione civile»
L’Aeronautica militare israeliana ha completato la più grande ondata di attacchi aerei contro il movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah in Libano dall’inizio dei combattimenti, il 2 marzo, colpendo cento obiettivi in dieci minuti. Lo annunciano in una nota le Forze di difesa israeliane (Idf), specificando che gli attacchi sono stati condotti a Beirut, nella Valle della Beqaa e nel Libano meridionale.
Le Idf affermano che, tra gli obiettivi, vi erano: quartieri generali dell’intelligence e uffici utilizzati da Hezbollah per pianificare attacchi contro i militari e i civili israeliani; infrastrutture delle unità missilistiche e navali del movimento libanese; e risorse della forza militare speciale Radwan e dell’unità aerea del gruppo.
“Si tratta del più grande attacco condotto contro le infrastrutture di Hezbollah dall’inizio dell’operazione Leone ruggente”, affermano le Idf, secondo cui la maggior parte dei siti si trovava “nel cuore della popolazione civile, come parte dello sfruttamento cinico dei civili libanesi da parte di Hezbollah come scudi umani per proteggere le proprie operazioni”. Prima degli attacchi a Beirut e in alcune aree del Libano meridionale, le Idf avevano emesso ordini di evacuazione per i civili libanesi.