«L’Iran non ha ancora fornito una risposta ufficiale alla proposta di cessate il fuoco in 15 punti del presidente americano Donald Trump, poiché cerca garanzie internazionali che i negoziati non siano una tattica ingannevole», lo riporta Channel 12 citando fonti a conoscenza della questione.
Secondo l’emittente israeliana, l’Iran sta cercando di ampliare il quadro di riferimento per includere non solo gli Stati del Golfo, ma anche altri attori, in particolare Russia e Cina. Sarebbe proprio questo il motivo del ritardo nella risposta. In questo momento funzionari israeliani e americani starebbero discutendo di operazioni militari coordinate nel caso in cui i colloqui tra Washington e l’Iran fallissero, e starebbero emergendo alcuni disaccordi sulle modalità operative da adottare durante lo svolgimento dei negoziati.
Israele sta cercando di persuadere gli Stati Uniti che, anche in attesa della conclusione dei negoziati, è fondamentale continuare a colpire le infrastrutture di Teheran mentre gli americani si oppongono a questa posizione, temendo che tali attacchi possano compromettere il processo diplomatico.