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Teheran colpisce le Chagos, Washington e Tel Aviv rispondono su Natanz

(Roma, 21 marzo 2026). Nel giro di poche ore il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele si estende dall’Oceano Indiano al cuore del programma nucleare iraniano. Il tentato attacco a Diego Garcia e il raid su Natanz segnano un ampliamento geografico e operativo della crisi

Nuovi sviluppi militari arrivano dal teatro mediorientale, con entrambe le fazioni che nelle ultime ore avrebbero condotto attacchi contro obiettivi con un valore politico-simbolico piuttosto significativo, segnalando che la loro determinazione nel continuare il conflitto non è affatto calato.

Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi citati da diversi media, l’Iran avrebbe lanciato due missili balistici in direzione di Diego Garcia, base militare congiunta di Stati Uniti e Regno Unito situata nell’arcipelago delle Chagos, nel mezzo dell’Oceano Indiano (arcipelago divenuto noto alle cronache negli ultimi mesi per questioni di carattere diplomatico). I due vettori non hanno raggiunto l’obiettivo, uno sarebbe precipitato durante il volo, mentre l’altro sarebbe stato intercettato da una nave da guerra statunitense dispiegata nell’area. Non sono stati forniti dettagli precisi sull’orario del lancio né sulla tipologia dei missili impiegati.

La base di Diego Garcia rappresenta da decenni uno dei principali hub logistici e operativi delle forze armate statunitensi nella regione, in grado di ospitare bombardieri strategici e di supportare operazioni a lungo raggio in Medio Oriente. La struttura si trova a circa 3.800 chilometri dall’Iran, una distanza che la colloca al di fuori del raggio d’azione abituale dei sistemi missilistici iraniani comunemente attribuiti a Teheran.

L’episodio si inserisce in un contesto di tensione crescente tra Iran e Paesi occidentali, in particolare dopo l’estensione delle operazioni statunitensi e israeliane contro obiettivi collegati alla sicurezza delle rotte marittime nello Stretto di Hormuz. In parallelo, il Regno Unito ha recentemente ampliato il quadro giuridico che consente l’utilizzo delle proprie basi da parte degli Stati Uniti, includendo operazioni riconducibili alla difesa collettiva delle infrastrutture energetiche e del traffico commerciale nella regione.

Nelle stesse ore, l’attenzione si è spostata sul territorio iraniano. L’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran ha dichiarato che il complesso nucleare di Natanz, uno dei principali siti di arricchimento dell’uranio del Paese, è stato colpito da un attacco attribuito a Stati Uniti e Israele. Secondo quanto riportato dall’agenzia Tasnim, il sito Shahid Ahmadi Roshan, parte integrante dell’impianto, avrebbe subito danni a seguito dell’operazione.

Le autorità iraniane hanno precisato che non si sono verificate fuoriuscite di materiale radioattivo e che non vi sono rischi per la popolazione residente nelle aree circostanti. Indicazioni analoghe sono state diffuse anche dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che ha confermato l’assenza di variazioni nei livelli di radiazione all’esterno del sito, pur mantenendo il monitoraggio della situazione.

Natanz si trova circa 220 chilometri a sud-est di Teheran ed è considerato uno dei centri nevralgici del programma nucleare iraniano. Il sito era già stato oggetto di attacchi e operazioni di sabotaggio in passato, inclusi episodi recenti all’interno dell’attuale fase del conflitto. Secondo fonti statunitensi, uno degli obiettivi dichiarati della campagna militare condotta con Israele resta quello di limitare o interrompere le capacità iraniane di arricchimento dell’uranio. Da parte iraniana, il governo ha definito l’attacco come un atto illegittimo, mentre anche la Russia ha condannato l’operazione, qualificandola come una violazione del diritto internazionale.

Gli sviluppi delle ultime ore si collocano all’interno di una fase del conflitto caratterizzata da un’intensificazione delle operazioni militari e da una crescente estensione geografica degli obiettivi coinvolti. La successione ravvicinata degli eventi evidenzia una dinamica in cui azioni e reazioni si susseguono su più piani, coinvolgendo infrastrutture militari e siti strategici.

Di Duccio Fioretti. (Formiche.net)

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