(Roma, 18 marzo 2026). Del suo decesso si era parlato già dopo un raid del 28 febbraio, notizia poi risultata infondata
Esmail Khatib, il ministro dell’intelligence iraniana, il nuovo obiettivo eliminato dall’aviazione israeliana a Teheran. Nella notte, un raid confermato anche dalla televisione di stato, ha preso di mira il ministro considerato uno dei più stretti alleati dell’ex guida suprema Ali Khamenei. Khatib è rimasto ucciso e insieme a lui sarebbero stati colpiti quattro funzionari dell’intelligence di Teheran.
Khatib, un religioso di alto rango, quando nel 2021 era stato nominato Ministro dell’Intelligence e della Sicurezza, già vantava decenni di esperienza nell’apparato di intelligence civile iraniano, avendo ricoperto posizioni di rilievo presso lo stesso ministero e il dipartimento di controspionaggio del potere giudiziario. Era molto conosciuto tra i rivoluzionari iraniani, avendo studiato in seminario a Qom sotto la guida dei discepoli del fondatore della Repubblica Islamica, l’Ayatollah Ruhollah Khomeini. L’ex ayatollah e guida suprema Ali Khamenei era tra i suoi insegnanti e la sua nomina al delicato incarico di Ministro dell’Intelligence è indicativa del loro stretto rapporto.
Khatib si arruolò nel Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche allo scoppio della guerra Iran-Iraq nel 1980, dove entrò a far parte dell’unità di intelligence e operazioni dei pasdaran. Rimasto gravemente ferito in combattimento, lasciò il fronte ed entrò al ministero, all’epoca il principale servizio di intelligence. Fu lui a capo dell’unità che indagò, portando alla sua uccisione come traditore, di Mehdi Hashemi, comandante dell’Ufficio del Movimento di Liberazione delle Guardie Rivoluzionarie, episodio che influì anche sulla successione a Khomeini. Il rapporto con l’ex guida suprema Khamenei, che lo aveva già voluto al ministero, lo ha portato a diventare, nel 2010, a capo del, occupandosi della protezione delle strutture e del personale della cerchia ristretta di Khamenei. Due anni dopo, diventa anche direttore del Centro di Protezione dell’Intelligence della magistratura, una delle agenzie di intelligence della Repubblica Islamica che, in teoria, supervisiona il personale della magistratura.
Khatib è stato nominato ministro dell’Intelligence e della Sicurezza nell’agosto 2021 sotto l’amministrazione del presidente Ebrahim Raisi, posizione che occupava anche fino al raid.
Della sua morte si era parlato dopo un raid israeliano del 28 febbraio a Teheran, notizia poi risultata infondata.
Di Nello Del Gatto. (La Stampa)