(Roma, 14 marzo 2026). Il programma Reward for Justice ha già segnato la caccia ai grandi ricercati del terrorismo. Adesso gli Stati Uniti offrono fino a 10 milioni per informazioni sui fedelissimi di Teheran
Leadership iraniana sempre più nel mirino di Washington. Il sito internet del dipartimento di Stato Usa ha pubblicato nella sua pagina dedicata al programma Reward for Justice (Rfj) un annuncio in cui vengono stabilite ricompense fino a dieci milioni di dollari per chi fornisca informazioni su dieci alti funzionari iraniani. Sei i ricercati identificati per nome e con fota annessa. Tra questi, la nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei (la cui assenza in pubblico ha sollevato diverse teorie), il capo del consiglio per la Sicurezza nazionale Ali Larijani, il consigliere militare dell’ayatollah Yahya Rahim Safavi, il responsabile della sicurezza dell’ufficio della Guida Ali Asghar Hejazi, il ministro dell’Interno Eskander Momeni e il ministro dell’intelligence Esmail Khatib. Gli altri quattro ricercati sono indicati solo con la loro posizione.
Il programma di Washington
Foggy Bottom non precisa quali informazioni siano valide per aggiudicarsi la taglia, né se esse debbano portare alla cattura o all’uccisione delle primule del regime islamico. Le soffiate possono essere inviate tramite Signal, Telegram, Whatsapp e Tor Browser. “Per elaborare le tue informazioni in modo efficiente”, si legge sul sito web, “ti chiediamo di fornirci i tuoi dati nel modo più conciso possibile, indicando nome, luogo di residenza e lingua preferita, e di caricare tutti i file pertinenti, come foto, video e documenti a supporto delle tue informazioni”. Il messaggio postato dal governo americano invita infine ad avere pazienza precisando che ogni segnalazione ricevuta viene letta.
Il programma Reward for Justice, sotto il controllo del dipartimento di Stato Usa, è stato istituito nel 1984. La sua missione è quella di offrire ricompense per informazioni che proteggano vite americane e promuovano gli obiettivi di Washington nel campo della sicurezza nazionale. L’Rfj opera in particolare contro elementi legati al terrorismo, all’interferenza estera nei processi elettorali americani, alle attività informatiche ostili e alla Corea del Nord.
I precedenti
Nella lista dei cattivi ricercati dagli Stati Uniti sono finiti in passato alcuni tra gli individui responsabili delle azioni terroristiche più spietate contro gli Stati Uniti (e non solo). È il caso di Osama Bin Laden, ideatore degli attacchi del 11 settembre e sulla cui testa pendeva una taglia da 25 milioni di dollari. La caccia al capo di Al Qaeda si concluse il 2 maggio 2011 con la sua uccisione durante un raid Usa approvato dall’allora presidente Barack Obama ad Abbottabad, in Pakistan. La stessa taglia fu stabilita per il leader di Al Qaeda in Iraq, Abu Musab Al Zarqawi, e per il successore di Bin Laden Ayman Al Zawahiri. Zarqawi, responsabile di esecuzioni di ostaggi e di attentati (tra cui quello contro il quartier generale dell’Onu a Baghdad), fu ucciso in un blitz americano nel 2006. Al Zawahiri fu invece individuato e raggiunto dai missili Usa a Kabul nell’agosto del 2022. “Non importa quanto tempo serve, o dove vi nascondete. Se siete una minaccia gli Stati Uniti vi troveranno”, disse all’epoca l’ex presidente americano Joe Biden.
25 milioni di dollari anche la taglia stabilita per Abu Bakr al-Baghdadi, a capo dell’autoproclamato Stato Islamico, rimasto ucciso nel corso di un raid statunitense in Siria nell’ottobre 2019. All’epoca e come oggi, alla Casa Bianca c’era Trump, il quale adesso punta all’eliminazione della nuova Guida Suprema.
Tra gli altri ricercati celebri nell’ambito del programma Reward for Justice si contano poi il dittatore iracheno Saddam Hussein, catturato dai soldati statunitensi nel 2003 e giustiziato tre anni più tardi dalle autorità locali, e i suoi figli Qusay e Uday Hussein, uccisi in un raid americano a Mosul lo stesso anno della caduta di Baghdad.
Lo stesso anno dell’invasione Usa dell’Iraq, l’esercito americano aveva creato un mazzo di carte con oltre una cinquantina di super-ricercati del partito Baath. Saddam Hussein era l’Asso di picche, i suoi due figli gli Assi di fiori e di cuori.
Di Valerio Chiapparino. (Il Giornale)