(Roma, 12 marzo 2026). Il leader ungherese ha indicato come condizione per sbloccare i fondi la riparazione dell’oleodotto Druzhba danneggiato dagli attacchi dei droni russi e la garanzia delle forniture di petrolio verso Budapest
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invitato gli alleati europei a garantire l’approvazione del prestito da 90 miliardi di euro necessario a sostenere la difesa di Kiev contro la Russia. In un’intervista a “Politico”, Zelensky ha affermato che il veto del primo ministro ungherese Viktor Orban rappresenta un tentativo di favorire l’aggressione del presidente russo Vladimir Putin. “Non è una questione personale. Non è un conflitto tra Ungheria e Ucraina. Il conflitto è tra Europa e Ungheria”, ha dichiarato il leader ucraino. Zelensky ha accusato Budapest di bloccare il sostegno europeo a Kiev e di mantenere rapporti strategici con Mosca. Secondo il presidente ucraino, l’Ungheria non ha mai fornito sostegno militare all’Ucraina dall’inizio della guerra. “Non ci hanno mai aiutato con il supporto militare fin dall’inizio di questa guerra. Hanno detto (…) chiaramente che non avrebbero sostenuto l’Ucraina perché hanno dei veri amici in Russia. E sono amici, partner strategici”, ha affermato il capo dello Stato ucraino nel corso dell’intervista.
Orban ha indicato come condizione per sbloccare i fondi, approvati dai leader Ue a dicembre, la riparazione dell’oleodotto Druzhba danneggiato dagli attacchi dei droni russi e la garanzia delle forniture di petrolio verso l’Ungheria. Intanto il governo di Budapest ha inviato in Ucraina una delegazione governativa per valutare i danni all’infrastruttura, ma il portavoce del ministero Esteri ucraino Heorhii Tykhyi ieri ha affermato che i partecipanti non hanno uno status ufficiale e sono entrati nel Paese “come turisti”. Parallelamente, Ungheria e Slovacchia minacciano di bloccare il rinnovo delle sanzioni Ue contro oligarchi e aziende russe. I diplomatici europei puntano a raggiungere un accordo prima del prossimo Consiglio europeo che si terrà a Bruxelles il 19 e 20 marzo prossimi. Bruxelles avrà inoltre bisogno del consenso ungherese per approvare il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca.