(Roma, 20 febbraio 2026). Camblanes-et-Meynac è un comune francese tranquillissimo, incastonato tra i vigneti a circa 15 chilometri a Est di Bordeaux e famoso per il turismo enogastronomico. Sono comuni i viaggiatori che decidono di trascorrere qualche giorno nella regione, Gironda, per intrattenersi dietro alla fiorente industria vinicola locale. Sembrava potesse essere così anche per i due cinesi che, lo scorso gennaio, avevano affittato una casa in questo pittoresco villaggio di 3.000 abitanti tramite la piattaforma Airbnb.
La reale motivazione della loro permanenza a Camblanes-et-Meynac, tuttavia, è emersa in modo clamoroso quando la coppia ha deciso di installare una grande antenna parabolica nel giardino dell’abitazione presa in affitto. A destare ulteriori sospetti nella popolazione locale non è stato solo quello strano congegno di due metri di diametro puntato verso il cielo, ma anche persistenti interruzioni di Internet.
Gli abitanti di Camblanes-et-Meynac hanno ben presto collegato il disturbo tecnico all’hardware dei “turisti” cinesi, spingendo le autorità a indagare su quello che inizialmente sembrava un semplice impianto di telecomunicazione illegale.
Spie cinesi nei vigneti francesi
La svolta è arrivata il 31 gennaio, quando gli agenti della Direzione generale della sicurezza interna (Dgsi), l’agenzia di intelligence nazionale francese responsabile del controspionaggio e dell’antiterrorismo, hanno fatto irruzione nella proprietà turistica. Gli investigatori hanno scoperto all’interno della casa un elaborato sistema informatico collegato alle parabole satellitari, ovvero apparecchiature specificamente configurate per catturare e intercettare le trasmissioni di dati satellitari.
Come hanno spiegato i media locali, la Procura di Parigi ha confermato che l’installazione ha consentito l’intercettazione illegale di downlink satellitari, compresi gli scambi tra entità militari ritenute vitali per la sicurezza nazionale francese. L’agenzia nazionale per le radiofrequenze ha inoltre segnalato interferenze di frequenza e il possesso illegale di dispositivi tecnici per l’acquisizione di dati informatici, giustificando le interruzioni di Internet che avevano afflitto i residenti di Camblanes-et-Meynac.
Il risultato ? I due cinesi, sospettati di essere spie per conto del loro governo, sono stati posti in custodia cautelare mentre altre due persone, sempre di origine cinese, si trovano sotto sorveglianza giudiziaria. L’indagine, ha scritto Rfi, si concentra sulla “consegna di informazioni a una potenza straniera” che potrebbe danneggiare interessi nazionali chiave, un reato punibile con una pena fino a 15 anni di carcere.
Alla ricerca di informazioni sensibili
Ma che cosa c’è di cosi prezioso a Camblanes-et-Meynac? I servizi segreti francesi hanno pochi dubbi: questo villaggio si è trasformato in uno degli epicentri dello spionaggio internazionale.
Quella appena smantellata, inoltre, sarebbe stata una sofisticata operazione di intelligence cinese mirata a intercettare comunicazioni satellitari militari sensibili e dati provenienti dalla rete satellitare Starlink di Elon Musk. Per la cronaca, i cinesi arrestati erano arrivati in Francia con regolari visti di lavoro che li identificavano come ingegneri presso un’azienda specializzata in comunicazioni wireless.
I riflettori sono adesso puntati sulla Francia sudoccidentale, sempre più presa di mira dallo spionaggio cinese e di altri Pesi a causa della vicinanza della regione a siti di difesa, aerospaziali e di telecomunicazioni. La lista degli obiettivi sensibili è particolarmente ricca. Troviamo il teleporto di Issus-Aussaguel, che comunica con i satelliti utilizzati dall’esercito e dall’intelligence francese, una base aerea a Bordeaux-Mérignac, oltre a industrie della difesa come Airbus, Thales e Dassault.
I precedenti non mancano. L’estate scorsa, un’ingegnere cinese di 51 anni è stato arrestato nel villaggio di Boulogne-sur-Gesse, circa 65 chilometri a sud-ovest di Tolosa: aveva installato un’antenna parabolica per intercettare i segnali provenienti dalla stazione di Issus-Aussaguel.
A dicembre, invece, un ricercatore di matematica presso l’Istituto di meccanica e ingegneria dell’Università di Bordeaux è stato sottoposto a inchiesta giudiziaria per “aver fornito informazioni a una potenza straniera”, dopo aver presumibilmente consentito ai membri di una delegazione cinese di entrare in un’area riservata.
Di Federico Giuliani. (Inside Over)